Roma, 25 mag. – Sembra placarsi la furia del vulcano islandese Grimsvoetn, che da sabato scorso ha riversato nei cieli d’Europa ceneri e polveri: secondo i vulcanologi, dalle 4 del mattino ora italiana l’attivita’ eruttiva e’ in apparenza cessata, e dalle 5 nessun pennacchio di fumo si e’ piu’ innalzato all’esterno del cratere. Gli esperti avvertono pero’ che e’ ancora presto per ritenere l’eruzione completamente conclusa, e comunque nel frattempo l’immensa nube grigia lanciata nell’atmosfera dal Grimsvoetn, il piu’ grande vulcano d’Islanda, ha proseguito il suo ondivago percorso verso sud-ovest, raggiungendo in particolare la Germania, dove nel giro di poche ore sono stati chiusi diversi aeroporti e cancellati circa settecento voli, in pratica uno ogni dieci. Per ore sono rimasti forzatamente inattivi i due scali berlinesi e quelli di Amburgo e Brema, mentre non si sono verificate conseguenze negative sul traffico da e per Dusseldorf, Francoforte sul Meno e Monaco di Baviera. La nube transitera’ infatti solo sulla parte piu’ settentrionale del Paese, dalla quale dovrebbe allontanarsi del tutto in serata. La pur temporanea chiusura ha avuto peraltro ripercussioni a largo raggio: in Spagna sono per esempio stati annullati decine di voli che prevedevano coincidenze con quelli in Germania. Siamo comunque ben lungi dall’emergenza massima che si registro’ poco piu’ di un anno fa in Europa, e di riflesso nel resto del mondo, a causa dell’eruzione di un altro vulcano islandese: l’Eyjafjoell che, pur avendo dimensioni assai piu’ ridotte rispetto al ‘confratello’ Grimsvoetn, rimase attivo per settimane e provoco’ la chiusura dell’intero spazio aereo europeo per ben sei giorni consecutivi, provocando danni economici pari nel complesso a 1,28 miliardi di euro. In giornata la Danimarca e’ lentamente tornata alla normalita’, cominciando dalla notte scorsa, mentre ancora chiuso rimane una parte dello spazio aereo sulla Groenlandia. Situazione sotto controllo anche in Gran Bretagna, dopo i forti disagi sofferti ieri dal traffico aereo, soprattutto in Scozia. L’enorme nuvola di cenere potrebbe ora spostarsi sulla Polonia, ma nel frattempo ha creato i primi disagi pure in Italia. La chiusura degli aeroporti tedeschi ha infatti provocato la cancellazione di due voli nello scalo bergamasco di Orio al Serio: quello che sarebbe dovuto partire per Amburgo e Lubecca, e il relativo collegamento di ritorno. (AGI)


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