Vulcano Islanda: l’eruzione è finita, si torna alla normalità

a cura di Redazione MeteoWeb

 

L’eruzione del vulcano islandese Grimsvotn e’ finita all’alba di oggi. Spariti il pennacchio ed i tremori, le compagnie aeree ed i passeggeri di mezza Europa tirano un sospiro di sollievo dopo che in due giorni sono stati cancellati oltre mille voli.

Niente, rispetto ai milioni di passeggeri bloccati negli aeroporti di mezzo mondo di un anno fa. E per domani ci si aspetta il ritorno alla normalita’. Secondo l’agenzia europea del controllo aereo le ceneri disperse nell’aria dovrebbero ricadere a terra entro la notte. Oggi hanno continuato a creare problemi, soprattutto in Germania dove gli aeroporti di Berlino e Amburgo sono stati chiusi fino alle prime ore del pomeriggio. Ma intanto, mentre la nube si disperdeva, i voli erano gia’ ripresi in Gran Bretagna e Danimarca. Secondo gli esperti, e’ ancora troppo presto per dire se l’eruzione sia completamente terminata, anche se nella notte – hanno constatato i meteorologi, l’attivita’ del vulcano e’ finita. Ma, usando la cautela necessaria di fronte ad ogni eruzione, il peggio sembra passato. D’altra parte la storia del Grimsvotn e’ molto diversa da quella dell’Eyjafjallajokull che un anno fa rischio’ di mettere in ginocchio l’industria del trasporto aereo e provocando la chiusura totale dello spazio aereo europeo per sei giorni e danni stimati oltre i 2,5 miliardi di euro. Quello resto’ in attivita’ per settimane, questo solo per pochi giorni. E producendo ceneri di grana molto piu’ grossa, quindi meno persistente nell’aria. Cio’ nonostante non e’ mancata la polemica. L’Europa, due giorni fa e per bocca del Commissario europeo ai trasporti Siim Kallas, si e’ detta molto piu’ preparata. Rispetto al ’’principio di precauzione assoluta’’ che nel 2010 spinse le autorita’ di controllo del volo a dichiarare la chiusura degli spazi aerei, stavolta si e’ adottato il principio di lasciare la scelta alle compagnie aeree d’accordo con le autorita’ nazionali, sulla base di una valutazione del rischio fondata sulla concentrazione delle ceneri rilevata dal Vaac (il centro di Londra dell’ufficio meteorologico incaricato di valutare la presenza di ceneri vulcaniche nell’aria). Cio’ non ha impedito che un aereo da ricerca destinato appunto alla valutazione pratica dell’impatto delle ceneri sia rimasto a terra per il secondo giorno consecutivo a causa di contrasti burocratici. Cosa che ha scatenato l’ira di Ryanair, il gigante dei voli low cost. La compagnia, che ieri aveva deciso di inviare due suoi aerei per testare in proprio la situazione, ha parlato di ’’incompetenze burocratiche’’. (ANSA)