A cura di redazione Meteoweb
“Con l’arrivo della luna rossa si ferma completamente l’agricoltura biodinamica che conta in Italia 300 imprese che attuano il metodo di produzione ispirato alle teorie di Rudolf Steiner, filosofo e pedagogista austriaco, vissuto tra la fine dell’800 ed i primi anni del 1900”.
Lo rende noto la Coldiretti in occasione dell’eclisse di luna che tingera’ il satellite di un rosso piu’ scuro, come non si vede da 10 anni. “Per i produttori biodinamici, la luna rossa – sottolinea la Coldiretti – e’ un fenomeno dagli effetti misteriosi e considerata l’importanza che questo metodo di produzione attribuisce alle fasi lunari si preferisce non effettuare alcuna operazioni colturale”. I dati 2010 elaborati dalla Coldiretti sull’indagine Demeter riguardanti gli operatori biodinamici, inclusi quelli in fase di conversione, danno una presenza sul territorio italiano di “288 imprese, per una superficie stimata intorno ai 10.000 ettari, mentre la filiera nel suo complesso, includendo trasformatori e distributori, registra un numero di operatori pari a 332 unita’, per un valore delle produzioni stimato in oltre 100 milioni di euro, con mercati per il 65% in Italia e per il 35% all’estero”.
“In realta’ -continua la Coldiretti- tutta la tradizione contadina lega lo svolgersi delle varie attivita’ agricole alle diverse fasi della luna. Secondo le credenze popolari, ad esempio la semina ed il trapianto dei fiori vanno eseguiti a luna crescente, cosi’ come la messa a dimora di siepi e arbusti mentre con la fase di luna calante si eseguono le potature invernali ed estive delle siepi. Nell’orto vanno seminate a luna calante tutte quelle specie che fioriscono velocemente e cioe’ ravanello, cavolo, cavolfiore, broccolo, finocchio, lattuga, cicoria, rucola, aglio, cipolla, porro, carota, bietola e anche patata”. “Per ottenere primizie -spiega ancora la Coldiretti- si deve seminare a luna crescente e lo stesso va fatto per lattuga e cicoria da taglio cosi’ da favorire un rapido sviluppo e la rapida ripresa vegetativa dopo ogni taglio. In cantina, con la pigiatura dell’uva a luna crescente la fermentazione del mosto e’ piu’ rapida, mentre con luna calante la fermentazione e’ piu’ lenta e piu’ regolare”. “Il travaso e l’imbottigliamento vanno sempre fatti a luna calante. La luna, secondo le tradizioni contadine, influenza anche l’attivita’ di allevamento con la tosatura delle pecore che -conclude la Coldiretti- si esegue in fase di luna calante mentre la macellazione del maiale, la produzione di insaccati, prosciutti, coppe, pancette arrotolate, e’ meglio farle a luna calante. (Adnkronos)


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