Reportage – la sede storica dell’Osservatorio Vesuviano, Museo baluardo della Scienza

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    L’Osservatorio Vesuviano, sezione d’eccellenza dell’Ingv, ha oggi nel quartiere Napoletano di Fuorigrotta la sua principale sede operativa: un grande e moderno palazzo di vetro all’interno del quale si svolgono tutte le attività di monitoraggio, ricerca e studio dei fenomeni geologici, vulcanici e molto altro legati non solo al Vesuvio, ma anche a Ischia, ai Campi Flegrei, allo Stromboli e ai vulcani in genere.

    L’Osservatorio Vesuviano, però, nacque nel lontano 1841, fondato dal dal re delle Due Sicilie Ferdinando II di Borbone: è il più antico osservatorio vulcanologico del mondo! Ovviamente non era posizionato anche allora a Fuorigrotta, ma fu costruito proprio sul Vesuvio, lungo il suo versante orientale, affacciato direttamente sul Golfo di Napoli e di preciso sulla Collina dei Canteroni, chiamata anche “del Salvatore” a 600 metri di altitudine: uno dei pochi luoghi sicuri del vulcano, tanto che in 170 anni di storia non è mai stato in pericolo nonostante le tante eruzioni, di cui alcune anche intense e devastanti.
    Oggi la sede originaria dell’Osservatorio Vesuviano è un vero e proprio Museo, e continua ad essere meta di studiosi, curiosi, turisti e visitatori. La nuova sede di Fuorigrotta è stata realizzata intorno al 1970, e da quel giorno l’Osservatorio vero e proprio ha perso la sua principale funzione scientifica, di studio e ricerca, anche perchè la struttura era diventata troppo piccola per ospitare i dipendenti e le strutture essenziali per portare avanti un’attività di grande eccellenza mondiale. Da quel giorno, la sede storica è diventata naturalmente il luogo destinato alla conservazione delle preziose collezioni mineralogiche, strumentali e artistiche, oltre che di una ricca biblioteca storica.

    Questo Museo è oggi quotidianamente aperto al pubblico, con visite guidate completamente gratuite, molto dettagliate e appassionanti: esperti dell’Ingv spiegano la storia e la struttura del vulcano, raccontandone gli aneddoti e proiettando i visitatori negli scenari futuri con tutte le possibili eruzioni, illustrando il piano di emergenza per affrontare la situazione vesuviana nel giorno in cui il vulcano si risveglierà dopo la quiescenza attuale, che dura da 77 anni. Inoltre nell’Osservatorio-Museo è presente una mostra permanente che conduce il visitatore attraverso un affascinante percorso nel mondo dei vulcani. Si parte dalla descrizione dei vari tipi di eruzioni e della loro pericolosità, per giungere all’osservazione in tempo reale dei dati sismici e geochimici registrati dalla rete di sorveglianza dell’Osservatorio Vesuviano. Tutto ciò con l’ausilio di filmati, illustrazioni, collezioni di rocce e minerali, strumenti storici, libri e dipinti.

    Il Museo ospita antichi strumenti scientifici, utilizzati da scienziati e ricercatori nel corso dei secoli, alcuni dei quali sono di eccezionale importanza storica, come il sismografo di Luigi Palmieri. Una parte di questi strumenti è esposta nelle sale Mercalli e Wiechert della Mostra.

    Una visita alla sede storica dell’Osservatorio dovrebbe, a nostro avviso, essere prevista per legge nei confronti di tutti gli abitanti dell’area vesuviana, quelli cioè che potrebbero essere direttamente interessati a un’eventuale eruzione.
    Dopotutto gli appassionati di tutt’Italia e di tutto il mondo, le scuole, le associazioni e gruppi di turisti non possono lasciarsi sfuggire l’occasione – unica e imperdibile – di arricchirsi culturalmente e scientificamente, ma anche storicamente e socialmente.

    Visitare il Museo Vesuviano significa poter smentire tanti luoghi comuni in voga sul Vesuvio, prendere coscienza dei rischi reali e poter capire le possibili soluzioni, approfondire l’aspetto scientifico del vulcano che è il più suggestivo e affascinante, ripercorrendo una storia fatta da grandi uomini, naturalisti e scienziati che hanno aperto al mondo lo sviluppo della scienza moderna.