In questi ultimi giorni lungo le coste dell’Asia meridionale l’impetuoso flusso monsonico da sud-ovest, proveniente dall’oceano Indiano, si sta ulteriormente rafforzando, con l’attivazione di vere e proprie burrasche di vento che dal mar Arabico si estendono fino al golfo del Bengala e al mar Cinese Meridionale.
Con la graduale attenuazione dell’intensa calura accumulata durante la primavera sul continente sub-indiano, tra Pakistan centro-meridionale e India settentrionale, la profonda depressione termica tende sempre più ad approfondirsi fino ad espandersi agli stati dell’India settentrionale verso le pianure del Gange, con un minimo barico stimato di poco al di sotto dei 990 hpa.
Con l’approfondimento della bassa pressione termica, che da giorni staziona sopra il Punjab, non lontano dai confini con il nord dell’India, i venti legati al Monsone di SO si sono rinforzati fino ad assumere carattere burrascoso.
Nell’isola yemenita di Socotra, ben esposta al soffio tempestoso del Monsone, le raffiche di vento da S-SO hanno toccato i 90 km/h.
Il Monsone di SO che stagionalmente, nel periodo estivo, spira dall’oceano Indiano settentrionale in direzione delle coste dell’India, del Pakistan e dei restanti paesi dell’Asia meridionale, lo possiamo ritenere come una sorta di derivato dell’Aliseo di SE che è attivo sull’emisfero australe.
Infatti l’Aliseo australe di SE, che soffia con grande forza e costanza sull’oceano Indiano meridionale, invece di estinguersi in prossimità dell’equatore, continua il suo moto naturale sull’emisfero settentrionale.
A causa della rotazione della terra intorno al proprio asse, l’Aliseo di SE, una volta superato l’equatore, tende a deviare la sua direzione, assumendo dapprima la componente da Sud e poi quella da SO, man mano che si sale di latitudine verso nord.
La sua intensità è crescente man mano che si passa da 0’ a 10’-15’ di latitudine nord.
Sopra tale latitudine il vento, che qui prenderà il nome di Monsone di sud-ovest, diviene sempre più burrascoso fino a raggiungere forza 7-8, nella scala Beaufort, a ridosso delle coste del Pakistan meridionale, e India occidentale fino ad allargarsi all’ampio golfo del Bengala, al mar delle Andamane, golfo del Siam e mar Cinese Meridionale.
Bisogna specificare che la direzione del Monsone estivo non è sempre quella tipica di SO o S-SO, ma viene modificata a seconda dei luoghi e delle condizioni bariche locali che si riscontrano subito dopo la formazione della profonda bassa pressione termica, da 990 hpa, tra Pakistan centro-meridionale e nord dell’India (sotto la catena montuosa dell’Himalaya).
Ad esempio lungo le coste della Cina meridionale, Vietnam, Thailandia, Malaysia, come sulle Filippine e sugli arcipelaghi indonesiani il Monsone estivo assume una direzione più da Sud o da SE (non per caso si parla pure di Monsone di SE), spirando spesso con minor forza e costanza rispetto al suo omonimo indiano.
Addirittura, spostandoci più a nord, il flusso monsonico alle volte, invece di assumere la tradizionale componente meridionale gira più ad Est trovandosi il minimo barico più ad occidente rispetto alla costa.
Nei prossimi giorni il Monsone di SO continuerà a soffiare in modo impetuoso e burrascoso, specie lungo il mar Arabico, nel tratto che va dalle coste somale, all’Oman fino alle coste meridionali pakistane e dell’India occidentale, dove sono in atto vere e proprie burrasche, con venti sui 70-80 km/h e onde alte fino a più di 5 metri che rendono molta difficoltosa la navigazione.
Ma venti piuttosto intensi da sud-ovest risaliranno anche sulle coste affacciate del golfo del Bengala e sul mar delle Andamane, dall’India, al Bangladesh e al Myanmar, con burrasche e raffiche capaci di toccare i 70 km/h.
Di conseguenza forti mareggiate andranno a flagellare con durezza le coste del Pakistan meridionale, India occidentale e pure quelle del Bangladesh e i litorali del Myanmar, dove giungeranno onde ben formate alte fino a 4-5 metri.
La penetrazione dei flussi di aria umida da O-SO fin dentro l’arroventato entroterra indiano centro-settentrionale consentirà l’arrivo delle prime piogge e dei primi forti temporali che si spingeranno fin sotto dalla catena montuosa dell’Himalaya.
Già in questi giorni le prime forti piogge si sono abbattute sulle coste dell’India occidentale per merito del notevole effetto “stau” esercitato dai rilievi del Ghati occidentali ai venti molto umidi da SO in arrivo dal mar Arabico che riescono a bloccare le bande nuvolose apportando intense precipitazioni lungo gli stati del Kelara, Mysore e Maharashtra.
Ma corpi nuvolosi e imponenti sistemi temporaleschi carichi di precipitazioni stanno affollando i cieli delle coste che si affacciano sul golfo del Bengala dando la stura a piogge e forti rovesci temporaleschi, spesso accompagnati da intensi colpi di vento, tra gli stati dell’India orientale, il Bangladesh e il Myanmar.
Nei giorni successivi si verificherà una intensificazione del Monsone di SE anche sul mar Cinese Meridionale (Vietnam e coste meridionali cinesi) e lungo i mari che circondano gli arcipelaghi di Filippine e Indonesia.
Un insolito incremento della ventilazione dai quadranti meridionali o sud-orientali si registrerà anche tra le grandi isole del Borneo, Celebes e sulle coste meridionali della Papua Nuova Guinea, all’altezza dell’equatore.
Il rinvigorimento della circolazione monsonica sull’oceano Indiano e le coste dell’Asia meridionale potrebbe avere importanti ripercussioni climatiche anche sul bacino del Mediterraneo per quel che concerne la chiave “teleconnettiva”.
Gli intensi venti meridionali che risaliranno le coste dell’Africa orientale potranno spingere l’“ITCZ” a latitudini ancora più elevate favorendo il conseguente avanzamento della calda cintura anticiclonica sub-tropicale che domina sopra il Sahara fino al “mare Nostrum”, assicurando condizioni di generale stabilità anche sulla nostra penisola.
In poche parole l’ulteriore intensificazione del Monsone potrebbe segnare il definitivo avvio dell’estate lungo le nostre latitudini.


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