Una forte ondata di maltempo in questi ultimi giorni ha colpito il sud-est dell’Australia dispensando forti piogge e rovesci accompagnati da venti burrascosi, con punte ad oltre gli 80-90 km/h, e severe mareggiate lungo le aree costiere esposte.L’intensa fase di cattivo tempo che ha colpito il sud dell’Oceania è da imputare all’approfondimento di un’area di bassa pressione a largo dell”East Coast” australiana.La profonda circolazione ciclonica, che ha raggiunto un minimo barico al suolo sotto i 990 hpa, si è posizionata in mare aperto, poco a nord-ovest delle coste neozelandesi, con un lungo ricciolo che pilotava grosse bande nuvolose, cariche di precipitazioni, che dal mar di Tasman si spingevano verso le coste sud-orientali australiane, attorno l’area di Sydney fino alla città di Newcastle.L’area ciclonica, approfondendosi, ha attivato intensi venti burrascosi da S-SE che hanno spazzato con forza il mar di Tasman fino alle coste australiane sud-orientali, dove le forti correnti meridionali hanno determinato possenti mareggiate, con onde alte e ben formate.Al contempo, la presenza di un promontorio anticiclonico, centrato con i propri massimi barici davanti la gran baia Australiana e l’isola di Tasman, ha acuito ulteriormente il “gradiente barico orizzontale” tra il sud dell’Australia e il mar di Tasman.
Questa differenza di pressione ha rinforzato la ventilazione sud-orientale che ha dispensato la forte ondata di maltempo nell’Australia sud-orientale.Per gran parte della settimana, da martedi 19 ad oggi, le coste australiane meridionali sono state soggette all’umida ventilazione da SE che ha dato la stura a piogge intense e persistenti, con accumuli di oltre 150-200 mm, che hanno determinato allagamenti e inondazioni in tutta la regione.Le precipitazioni più intense hanno investito l’area di Sydney e i centri limitrofi alla grande metropoli dell’Australia orientale, dove si sono registrati i maggiori disagi per allagamenti e inondazioni.Mercoledi 20 Luglio per Sydney è stata la giornata peggiore, condizionata dai continui rovesci di pioggia resi quasi orizzontali dai venti molto forti da S-SO che hanno toccato punte di 85 km/h.Con queste persistenti piogge Sydney è riuscita a superare il suo personale record di accumulo pluviometrico per il mese di Luglio.Infatti da martedi 19 fino a venerdi 22 Luglio 2011 l’accumulo complessivo sulla metropoli australiana si è fermato a ben 206,6 mm.Con questo accumulo la stazione di Sydney Observatory Hill ha abbondantemente superato il precedente record pluviometrico mensile risalente al Luglio del 1959.Cosi, per la storia climatologica di Sydney, il Luglio del 2011 è ufficialmente riconosciuto come quello più piovoso, almeno in questo ultimo secolo di rilevazioni.In altre zone di Sydney invece i 200 mm sono stati superati in larga misura, con punte prossime ai 230-240 mm nella immediata periferia sud.Uno dei maggiori accumuli si è registrato nella stazione di Cronulla South, dove il pluviometro si è fermato a soli 233 mm.Nella stazione dell’aeroporto internazionale di Sydney l’accumulo definitivo del passaggio perturbato si è fermato a soli 152 mm.Ma piogge molto intense hanno colpito anche altre località e città che costeggiano i litorali del Nuovo Galles del Sud.Oltre alle piogge e ai forti rovesci le coste del Nuovo Galles del Sud hanno dovuto fare i conti con le intense mareggiate e le imponenti ondate propagate dalle forti burrasche in azione sul mar di Tasman.Le onde alzate dai forti venti da S-SE hanno raggiunto anche i 5-6 metri di altezza e si sono abbattute con grande impeto su tutti i litorali del Nuovo Galles del Sud, da Golden Beach fino all’area a nord di Sydney, causando molti disagi, al punto da costringere le autorità australiane alla chiusura di alcune strade costiere.
L’ondata di maltempo dal mar di Tasman ora si sposta verso la Nuova Zelanda dove si attendono intense nevicate fino a bassa quota
Ora la situazione va progressivamente a migliorare grazie al graduale allontanamento della struttura vorticosa verso est, in direzione della Nuova Zelanda, in particolare nell’isola del nord.Qualche residua pioggia o breve rovescio interesserà ancora la costa sud-orientale australiana, compresa l’area di Sydney, con una ventilazione più da Ovest.Ma il tempo è destinato a migliorare, con l’arrivo di ampie schiarite, per l’avanzata della cellula anticiclonica attualmente posizionata tra la gran baia Australiana e l’isola di Tasmania.La profonda bassa pressione, con minimo stimato poco sotto i 985 hpa, tra oggi e domani si spingerà verso la Nuova Zelanda, dove produrrà intense piogge, rovesci, accompagnati da intensi e burrascosi venti da S-SO, con punte sino a 80-90 km/h, che convoglieranno anche dell’aria piuttosto fredda e umida dalle latitudini sub-antartiche.Tra domani e la giornata di Lunedi la depressione a carattere freddo riuscirà ad aspirare un impulso molto freddo, di origine antartica, che tramite forti venti da SO, sferzerà tutta la Nuova Zelanda, apportando piogge sulle coste e abbondanti nevicate sulle Alpi meridionali, a quote collinari sull’isola del sud.L’isola del nord nella giornata di lunedi sarà raggiunta dalla -5° a 850 hpa, mentre nella parte più meridionale dell’isola del sud verrà lambita dalla -8° -9°.Il freddo continuerà ad insistere sulla Nuova Zelanda anche nelle giornate successive, con delle possibili nevicate fino a bassa quota nell’isola del sud, tanto che nelle estreme province meridionali le fioccate, spinte dai forti venti da S-SO, raggiungeranno persino le coste.Gli intensi venti da S-SO causeranno anche potenti mareggiate, con onde alte più di 5-6 metri, che flagelleranno le coste più meridionali dell’isola del sud.
Intanto in Nuova Zelanda i climatologi sono riusciti a trovare il nuovo (vecchio) record assoluto di minima nazionale e continentale per l’intera Oceania
Dopo quasi 110 anni i climatologi neozelandesi sono riusciti, da vecchi dischi, a riportare alla luce il record dei record di freddo per la Nuova Zelanda e l’intera Oceania.Fino a qualche settimana fa’ si credeva che il vecchio record di minima assoluta in territorio neozelandese appartenesse a Ophir, nel Central Otago, con -21.6° stabiliti il 3 Luglio del 1995.Ma dopo mesi di ricerca
i climatologi del Niwa (l’ente meteorologico nazionale neozelandese), dopo la scoperta dei vecchi database e i dovuti controlli del caso, sono arrivati alla conclusione che la giornata più fredda della storia meteorologica della Nuova Zelanda è avvenuta a Ranfurly, a circa 60 chilometri da Ophir e poco più di 400 metri sopra il livello del mare, il 17 Luglio 1903, con -25.6°.Si tratta di un valore estremamente basso, non solo per la Nuova Zelanda, ma per l’intero continente dell’Oceania.Con questa scoperta gli studiosi neozelandesi in un sol colpo hanno spazzato via il record di minima assoluta nazionale e il record di minima assoluto dell’Oceania.Prima della scoperta il precedente record assoluto di freddo apparteneva a Charlotte Pass, Nuovo Galles del Sud (Australia), con -23.0° registrati il 29 Giugno 1994.





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