Ambiente: migliora la qualità dell’aria in Italia

Alla fine del 2010 continua a diminuire il numero di superamenti del valore limite di Pm10 per la protezione della salute umana. Il dato si attesta a 44,6 giorni, un dato nettamente inferiore ai 54,1 giorni registrati nel 2009. Lo riferisce l’Istat nel suo Rapporto sugli indicatori ambientali urbani relativi all’anno 2010. Hanno contribuito alla riduzione sia fattori meteo-climatici, sia la maggiore diffusione di auto meno inquinanti, la limitazione della circolazione in molti comuni, nonche’ le modifiche apportate dalle amministrazioni comunali alla viabilita’ urbana. In ogni caso, va sottolineato che il dato di 44,6 giorni e’, comunque, superiore alla soglia delle 35 giornate oltre le quali sono sempre necessarie misure di contenimento e di prevenzione delle emissioni di materiale particolato, a cominciare dalla limitazione del traffico urbano. I comuni capoluoghi di provincia che superano la soglia delle 35 giornate sono 51. Fra questi figurano Torino, Napoli, Milano, Verona, Venezia, Bologna, Firenze e Palermo. Va pero’ detto che in molte di queste citta’, ad eccezione di Venezia, Bologna e Palermo, il dato e’ in diminuzione rispetto al 2009. La valutazione della qualita’ dell’aria, spiega l’Istat, viene effettuata tramite stazioni fisse, coordinate e gestite da un unico centro operativo in base a criteri omogenei, in cui sono installati strumenti automatici (analizzatori), ognuno dei quali consente di misurare la concentrazione di uno specifico inquinante. Nel 2010, per l’insieme dei comuni capoluogo di provincia, si rileva un valore di 2,1 centraline fisse di monitoraggio della qualita’ dell’aria per 100mila abitanti, con una riduzione del 3,2% rispetto all’anno precedente. Ad Aosta e Mantova si registrano, nello stesso anno, i valori piu’ alti (rispettivamente 11,4 e 10,3 centraline per 100 mila abitanti). La disponibilita’ piu’ bassa si osserva a Milano (0,6 centraline per 100 mila abitanti), Bologna (0,5) e Roma (0,5).