Titano, il più grande satellite di Saturno, continua a sorprenderci. Molte conoscenze di Titano sono dovute alla sonda Cassini che continua a inviare sulla Terra foto e dati e ci permette di avere un quadro preciso sulla struttura e sulle condizioni ambientali. Per ora le nostre conoscenze riguardano un’atmosfera multi-strato, più spessa di quella terrestre, un ciclo idrologico che si basa sul metano liquido piuttosto che sull’acqua con presenza di fiumi mari e laghi d’idrocarburi liquidi, un terreno in gran parte solido con montagne, dune e depressioni e secondo gli ultimi studi sotto la superficie si potrebbe nascondere un vasto oceano. Un altro recente studio di Titano è capire se nell’atmosfera ci sono i fulmini. I segnali radio registrati duranti i numerosi flyby della Cassini, mostrano che non è stata rilevata traccia di scariche elettriche atmosferiche, fenomeni che potrebbero accendere la scintilla alle reazioni chimiche organiche dando origine ai precursori della vita, come si ritiene sia avvenuto sulla Terra. Questo studio è condotto da due ricercatori, Georg Fischer dello Space Research istitute, di Graz (Austria) e Donald Gurnett dell’University of Iowa (Iowa city, Usa) che hanno analizzato tutti i segnali radi della Cassini. Si tratta di un lavoro molto delicato perché occorre molta cura nell’interpretazione dei segnali a causa delle interferenze dovute alle fluttuazioni di background, alle emissioni radio solari che possono a volte simulare scariche di fulmini. Altra difficoltà sono i segnali dei fulmini provenienti dal vicino Saturno, che possono sembrare scariche elettriche provenienti da Titano. Tuttavia, nonostante la delusione, i ricercatori continueranno i loro studi con i nuovi dati raccolti dalla sonda Cassini.
Fulmini su Titano?


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