
Da oltre 24 ore la notizia di una eccezionale nevicata sul deserto di Atacama è rimbalzata sui principali forum e siti meteo del paese, tra lo stupore e l’incredulità di molti meteoappasionati. Come tutti sanno il deserto di Atacama, nel nord del Cile, è una delle aree più secche del pianeta visto che ci sono delle località dove fino ad ora, da almeno 400 anni, non sono state mai registrate delle precipitazioni. Probabilmente solo il Plateau ghiacciato interno dell’Antartide può ritenersi come il luogo più asciutto del nostro pianeta prima dell’arida regione di Atacama.
Il deserto di Atacama è collocato nella parte settentrionale del Cile, tra la regione di Antofagasta e la parte settentrionale della regione di Atacama. L’arido deserto cileno si estende in un ampio altopiano circoscritto tra la dorsale delle Ande centrali (Puna de Atacama), ad est, e la Cordigliera costiera, una catena montuosa che sporge verso la costa pacifica cilena. Questa peculiare orografia, che vede il deserto di Atacama chiuso su entrambi i lati da due imponenti catene montuose che sbarrano qualsiasi tipo di influenza umida marittima, lo rende una dei luoghi più secchi e asciutti del pianeta. Se a questo aggiungiamo l’azione della fredda corrente di Humboldt, che scorrendo lungo le coste del pacifico cileno e peruviano raffredda l’aria ed inibisce l’umidità rendendo pressoché impossibile la formazione di nuvole e di annesse precipitazioni, allora il gioco è fatto. I venti prevalenti da Sud o Sud-ovest trasportano masse d’aria fresche e secche che rendono impossibile lo sviluppo di corpi nuvolosi
importanti, capaci di apportare dei piovaschi o locali piogge.
Addirittura lungo la regione di Antofagasta sono state collocate delle stazioni che da alcuni decenni non hanno ricevuto nemmeno un accumulo di 0.5 – 1.0 mm. Si pensa che in quell’area non si verificano precipitazioni da oltre 400 anni, salvo dei modestissimi accumuli durante gli anni in cui domina il fenomeno atmosferico di “EL-NINO”. La regione a questo riguardo può essere definita unica sul pianeta, il deserto risulta infatti del tutto privo di oasi. Nonostante ciò in questi ultimi giorni l’area tra la regione di Antofagasta e Atacama è stata investita da una serie di spettacolari nevicate che hanno lasciato dei grossi accumuli, dipigendo di bianco l’arido terreno desertico.Secondo alcuni media nazionali cileni (in attesa di ulteriori conferme) in alcuni punti gli accumuli nivometrici avrebbero addirittura superato gli 80 cm di spessore, davvero niente male.Le autorità cilene hanno dovuto mettere in salvo ben 36 persone, che erano rimaste bloccati per ore dalla neve su un autobus.

Bisogna però sottolineare che le grandi nevicate che si sono abbattute sull’area di Atacama e Antofagasta hanno riguardato posti e località site ad oltre i 3000-4000 metri di altezza. La cosa, per cosi dire “inusuale”, è che la neve è riuscita ad imbiancare dei luoghi a soli 2500-2000 metri di quota, con accumuli sui 10-15 cm di neve fresca al suolo. La “dama” ha tinto di bianco anche alcuni villaggi sopra i 2500 metri, con dei piccoli accumuli a terra, non più di 10 cm. Ma a tali quote la neve non è per niente cosi rara come si possa pensare, ma quasi ogni anno si possono registrare degli eventi nevosi, cosi come è avvenuto durante gli ultimi inverni australi del 2010, 2009, 2008, 2007, 2005, anche se con accumuli molto più scarsi rispetto il recentissimo episodio. Le abbondanti nevicate hanno costretto le autorità cilene alla chiusura di numerose strade e superstrade che proseguono verso la dorsale andina.
Lo sfondamento di masse d’aria molto fredde, sotto sostenuti venti meridionali, fino al Cile settentrionale, ha originato il calo termico che ha poi
permesso l’avvento dei fenomeni nevosi sulle alture sopra il deserto. Inoltre la presenza di una modesta goccia fredda in quota, in prossimità del Cile settentrionale, ha incentivato le precipitazioni riuscendo a renderle piuttosto persistenti. La circolazione ciclonica chiusa in quota avrebbe al contempo convogliato dell’aria piuttosto umida dall’oceano Pacifico, tramite dei venti da Ovest, verso l’arida regione di Atacama e Antofagasta, riuscendo a superare l’ostacolo orografico offerto dai monti della Cordigliera costiera.
I venti da Ovest hanno poi superato le creste andine per riversarsi sugli altopiani della Bolivia meridionale sotto forma di correnti secche, povere di umidità (nella città boliviana di Cochabamba l’u.r. è scesa sotto il 18 %). L’elevata umidità penetrata ha favorito le abbondanti nevicate di questi giorni che si sono concentrate sovente sulle zone montuose, sopra i 2000 metri di quota. La cosa particolare di questo evento è che di solito a queste quote gli impulsi di umidità di una certa importanza sfondano da est provenendo alle volte dal settore dell’Amazzonia sud-orientale, come accade durante le imbiancate sugli altopiani della Bolivia. Stavolta invece la fonte di umidità è giunta da ovest, dall’oceano Pacifico.
Scendendo alle quote più basse, sul deserto di Atacama, notiamo un quadro termico poco idoneo alla neve, con temperature minime sui +14° +15° e massime che possono toccare i +25° +26°. Da segnalare come in molte altre parti del Cile il clima si presenti abbastanza mite per la stagione. Ad esempio, nella capitale Santiago, si registrano massime sui +23° +24°, si tratta di valori un pò insoliti per la stagione invernale.


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