Islanda: aggiornamenti dall’Hekla. E’ pronto a risvegliarsi, ma quando erutterà?

L’attività registrata nei giorni scorsi dai sensori posizionati lungo le dorsali del vulcano Hekla, in Islanda, s’è placata.
Un geologo dell’ufficio meteorologico islandese, Gunnar B. Gudmundsson, ha spiegato che all’interno del vulcano ci sono stati movimenti tra 10 e 20 millimetri, e che non dovrebbero essere anomalie particolarmente significative. “Tuttavia – ha però spiegato – abbiamo registrato una certa attività nella profondità del vulcano. Sì, tale da poter dire che è pronto ad eruttare, ma non possiamo sapere se esplode domani o tra venti anni“.

Le eruzioni dell’Hekla si sono susseguite a distanza di 10 anni negli ultimi decenni, e l’ultima eruzione è del 2000. Sempre Gudmundsson ha detto che solitamente i terremoti indicano l’imminenza di un’eruzione solo con una o due ore di anticipo, e in quei casi l’attività sismica sarebbe molto più forte rispetto a quella registrata nei giorni scorsi.

Fa riflettere il dato sul livello di pressione del magma che è salito tantissimo addirittura superando la soglia misurata prima dell’ultima eruzione, nel 2000.

I gestori dei centri escursionistici locali hanno sconsigliato a chiunque di avvicinarsi al vulcano in questi giorni, e lo stesso Dipartimento della Protezione Civile d’Islanda ha affermato che non sono in grado di poter sapere con certezza dell’imminenza di un’eruzione e, considerate le ambite e popolari attività ricettive all’aperto nell’area intorno al vulcano, la splendida vista della montagna e il bel tempo di questi giorni, non vietano l’accesso all’area ma consigliano a chiunque si voglia avventurare di rimanere in stretto contatto con amici e parenti per monitorare le notizie in tempo reale: chiunque deve essere pronto ad avvisare gli escursionisti qualora si diffondesse la notizia di una vicinissima eruzione

Insomma, in Islanda al momento la situazione è tranquilla, ma di pre-allarme: i precursori installati nel vulcano segnalano in modo inequivocabile la possibilità di un risveglio che, statistiche alla mano, sarebbe assoltuamente normale visti i tempi di attività dell’Hekla nell’ultimo secolo. Una prossima eruzione, quindi, non sarebbe così “strana”. Piuttosto questa situazione di “allarme” deve farci riflettere a livello di esperienza: pochi giorni fa, intervistanto il Direttore dell’Osservatorio Vesuviano, analizzavamo la situazione del Vesuvio che, in caso di attivazione dei segnali precursori, potrebbe essere molto simile a quella attuale dell’Islanda, cioè con avvisaglie chiare che però non danno indicazioni sulla tempistica esatta dell’eruzione.

E se questo è abbastanza “indifferente” per un territorio poco abitato come l’Islanda, invece è molto più importante per quanto riguarda l’area alle pendici del Vesuvio, che è quella con la maggior densità abitativa dell’intero continente Europeo.