Lago del Segrino: gioiello ambientale incontaminato

Il lago del Segrino è un piccolo lago lombardo prealpino di origine glaciale, in provincia di Como, situato tra i comuni di Canzo, Longone al Segrino e Eupilio. Si ritiene che il suo nome derivi o dalla latino Fons Sacer, ossia Fonte Sacra, trasformatosi col tempo in Sacrinum e quindi Segrìn (in dialetto locale). È famoso per la qualità delle sue acque e per la sua felice e tranquilla posizione, che ispirò numerosi scrittori dell’Ottocento.Il lago del Segrino ha ispirato molti fra scrittori e poeti. Iniziò Stendhal nelle pagine del suo Giornale di viaggio ad esserne estasiato, anche se la sua passione, come è noto, si riversava ben oltre le sponde di questo minuscolo laghetto invadendo tutta la Brianza. Ippolito Nievo vi ambientò invece, nel 1855, una fosca novella dal poco lieto titolo di La pazza del Segrino, e Fogazzaro parte di Malombra. Carlo Emilio Gadda, nelle sue fantageografie brianzole, chiamò ‘Seegrün’ questa «mite bacinella» stretta fra le prime increspature del Triangolo Lariano.
Oggi i ciclisti che salgono al Ghisallo passano accanto al Segrino disdegnando la piacevole pista ciclabile, fatta per chi non ha ambizioni da campione del pedale, che ne circoscrive tutto il perimetro. Buona allora per le famiglie, i birdwatcher, per chi fa jogging o per chi ama semplicemente camminare a contatto con la natura.
Tutto il lago, con il versante nord del vicino Monte Cornizzolo, è protetto come parco naturale. Questa decisione, avvenuta nel 1984, ha condotto al risanamento delle sue acque (in questo senso è uno dei pochissimi laghi balneabili della regione) e alla valorizzazione delle potenzialità ricreative.
La ciclabile serve a questo scopo assieme ai sentieri che esplorano le pendici attorno al lago.
Partendo dal lido, dove sono il parcheggio e il Centro Visite, la pista segue da vicino le sponde del lago. Se ne allontana solo vicino all’emissario, presso Carella, dove sono ubicati alcuni posatoi per gli uccelli . Una parte della sponda occidentale è occupata da un folto canneto: vi si nascondono la cannaiola e il cannareccione, specie nidificanti. La ninfea bianca, che appare fra le foglie galleggianti sull’acqua, è stata presa a simbolo del parco. La fauna del Segrino annovera molti anfibi – fra cui il rospo comune, abituato in primavera a trasmigrare nel lago per la riproduzione – e un notevole patrimonio ittico (pesce persico, luccio, carpa, tinca ecc.). Sempre sulla sponda occidentale la pista ha cooptato la vecchia strada, chiusa al traffico. Giunti al culmine nord del lago, presso le fonti Gajum , si fa ritorno al punto di partenza lungo la sponda occidentale. In questo tratto la ciclabile costeggia la provinciale senza però interferirvi. Alla fine la passeggiata può essere degnamente coronata dalla degustazione della specialità culinaria della zona:
il risotto al filetto di pesce persico.
Fonte Wilpedia- Va sentiero.it