Quattordici scosse di magnitudo superiore al 2° grado della scala richter, molte di più se consideriamo anche quelle più deboli, solo nella giornata di ieri: martedì 12 luglio. E’ questo l’ultimo responso dello sciame sismico del Montefeltro, che si è nuovamente intensificato a partire da lunedì 11 con quelle prime tre scosse sismiche, di cui la più forte di magnitudo 3,6 richter, che avevano risvegliato negli abitanti del posto la paura dei terremoti, dopo un breve periodo tranquillo.
Ma nella zona lo sciame sismico, in generale, dura da molti mesi, anzi probabilmente da anni.
E’ una delle aree d’Italia meglio attrezzate ad eventuali emergenze sismiche: sono state tantissime le brillanti esercitazioni svolte in zona, con strutture preposte e una mentalità diffusa di grande coscienza.
Ma nonostante questo, la situazione potrebbe comunque destare qualche timore. Soprattutto dopo le 14 scosse di ieri. Di cui alcune anche forti.
Eccole tutte elencate:
ore 08:53 – magnitudo all’epicentro: 4,0 richter – ipocentro a 7,8 km di profondità
ore 09:15 – magnitudo all’epicentro: 3,9 richter – ipocentro a 7,4 km di profondità
ore 09:19 – magnitudo all’epicentro: 2,5 richter – ipocentro a 3,7 km di profondità
ore 12:11 – magnitudo all’epicentro: 2,2 richter – ipocentro a 7,5 km di profondità
ore 13:06 – magnitudo all’epicentro: 2,3 richter – ipocentro a 7,4 km di profondità
ore 14:09 – magnitudo all’epicentro: 2,7 richter – ipocentro a 7,4 km di profondità
ore 14:25 – magnitudo all’epicentro: 2,0 richter – ipocentro a 8,1 km di profondità
ore 14:30 – magnitudo all’epicentro: 2,0 richter – ipocentro a 8,3 km di profondità
ore 15:36 – magnitudo all’epicentro: 2,4 richter – ipocentro a 6,1 km di profondità
ore 21:20 – magnitudo all’epicentro: 3,6 richter – ipocentro a 7,5 km di profondità
ore 22:58 – magnitudo all’epicentro: 2,5 richter – ipocentro a 7,7 km di profondità
ore 23:11 – magnitudo all’epicentro: 2,1 richter – ipocentro a 7,6 km di profondità
ore 23:13 – magnitudo all’epicentro: 2,7 richter – ipocentro a 7,2 km di profondità
ore 23:27 – magnitudo all’epicentro: 3,3 richter – ipocentro a 7,6 km di profondità
Le scosse sono state tutte localizzate nel Montefeltro, una regione storica dell’Italia centrosettentrionale a cavallo fra le Marche (a nord della provincia di Pesaro e Urbino), l’Emilia-Romagna (a ovest della provincia di Rimini), la Toscana (a est della provincia di Arezzo) e la Repubblica di San Marino. Come si può notare, sono più o meno tutte della stessa magnitudo e più o meno tutte alla stessa profondità: è evidente che la faglia interessata sia una, sia ben precisa e anche pericolosa per questi movimenti così superficiali.
I comuni più vicini sono quelli di Galeata e Santa Sofia, piccoli centri della Provincia di Forlì-Cesena. Dove ieri mattina, per la scossa più forte (quella di magnitudo 4,0 richter) ci sono stati dei danni (fortunatamente lievi) e devve evacuazioni.
Ma come mai uno sciae sismico del genere non riesce a “fare notizia“? Ne parlano davvero poco giornali e tv, forse dipende solo dal fatto che lo sciame non interessa da vicino grandi città?
Eppure Bologna e Perugia non sono poi così lontane. Per non parlare di Firenze, la grande città più vicina all’epicentro, dove le scosse di ieri mattina si sono avvertite eccome, e in alcuni casi hanno costretto la gente a scendere in strada.
Ancor più vicini sono Montevarchi e Arezzo in Toscana, Forlì, Cesena, Faenza e Imola in Emilia Romagna. Ovviamente la zona che maggiormente è interessata dai terremoti è quella Appenninica, in cui la densità abitativa è meno intensa. Ma a prescindere dai centri abitati, un fenomeno del genere è bene che sia tenuto sotto osservazione costante. Non solo dalle autorità competenti. Ma un pò da tutti.
