Nuovi cicloni tropicali in formazione tra Pacifico e Atlantico

Si possono notare le tropical storm “Bret” e “Cindy” poco prima del loro dissipamento sull’Atlantico settentrionale

In questi ultimi giorni il temporaneo rafforzamento dell’attività convettiva sui mari tropicali, tra Pacifico orientale e Atlantico, ha favorito la formazione di grossi sistemi temporaleschi che sono riusciti ad evolversi in sistemi tropicali più organizzati.Durante la settimana l’Atlantico tropicale ha visto la formazione di ben due differenti tempeste; “Bret” e “Cindy”.La tropical storm “Bret”, la seconda di stagione, si è sviluppata a largo delle coste orientali degli Stati Uniti, in pieno Atlantico.Qui il sistema, rafforzandosi temporaneamente a tropical storm, è stato costretto a muoversi verso nord-nord/est, viaggiando a circa un centinaio di miglia a largo della “East Coast” USA, lungo il bordo occidentale dell’anticiclone sub-tropicale delle Azzorre.”Bret” durante la sua massima intensità è riuscito ad attivare venti forti, fino a 65-70 km/h.Spingendosi verso nord però si è portato su acque superficiali abbastanza fredde che ne hanno provocato un rapido indebolimento, tanto che in poche ore si è subito dissipato nel cuore dell’Atlantico occidentale.Ancora più incredibile è invece la formazione della tempesta tropicale che si è originata a latitudini piuttosto alte, presso il 37′ parallelo nord, su acque superficiali di soli +25° +26° (ricordiamo che gli uragani si possono originare solo su acque che superano i +27°).Dopo la sua formazione la tropical storm “Cindy” si è spostata verso nord-est sul nord Atlantico, spingendosi su acque molto più fredde che hanno anticipato un veloce indebolimento a semplice depressione tropicale.Nelle prossime ore “Cindy” dovrebbe continuare a muoversi verso nord-est, rimanendo relegata nel mezzo del nord Atlantico, su latitudini piuttosto alte per le perturbazioni di tipo tropicale.Questo particolare infatti ne causerà un sostanziale e ulteriore indebolimento, tanto che il sistema dovrebbe perdere tutte le sue iniziali caratteristiche tropicali per tramutarsi in una profonda area ciclonica di tipo extratropicale agganciata in quota dai forti venti occidentali che la spingeranno velocemente a largo delle isole Britanniche sotto forma di un ampio corpo nuvoloso in grado di dispensare piogge diffuse e venti intensi, dai quadranti sud-occidentali.

Spostandoci sul Pacifico orientale, a largo delle coste messicane, troviamo ancora in azione l’uragano “Dora”, uno dei più potenti sistemi tropicali che si è formato nei giorni scorsi.Nata come una semplice depressione tropicale, lo scorso lunedi 18 Luglio 2011, nel tratto di oceano a largo delle coste del Nicaragua, la perturbazione tropicale nel corso della settimana si è mossa verso nord-ovest andando progressivamente ad intensificarsi.Già alle 03:00 UTC di mercoledi 20 Luglio “Dora”, mentre si trovava posizionata a largo di Puerto Escondido, è stata promossa ufficialmente ad uragano di 1^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti che hanno superato i121 km/h e raffiche di gran lunga superiori.La tempesta, seguendo questo tipo di traiettoria che l’ha portata a transitare a largo delle coste meridionali messicane, si è trovata a spostarsi su acque superficiali molto calde che hanno provocato una rapida intensificazione del sistema, grazie ad un ulteriore rinvigorimento dell’attività convettiva al suo interno.Alle 21:00 UTC, mentre transita davanti l’importante città turistica di Acapulco, “Dora” trova le condizioni adatte per una improvvisa quando incredibile intensificazione, tanto da venire classificata un uragano di3^ categoria, con venti medi sostenuti sui 185 km/h e raffiche di gran lunga superiori.Le intense bande nuvolese, che apportano forti piogge e temporali, sfiorano appena le coste messicane e Acapulco, rimanendo fortunatanamente relegate in mare aperto.Ma alle 03:00 UTC di giovedi 21 Luglio la tempesta diventa ancora più pericolosa raggiungendo a pieno la 4^ categoria, con venti medi sostenuti prossimi ai 218 km/h e pressione centrale precipitata sotto i 948 hpa.Si tratta di un autentico mostro che viaggia poco a largo degli stati messicani di Colima e Jalisco, le cui coste sono appena sfiorate venti molto forti e grosse bande nuvolose che provocano piogge e rovesci, relegati nel tratto di mare prospicente.Alle 15:00 UTC di giovedi 21 Luglio “Dora” raggiunge la sua massima potenza, presentando una pressione centrale di appena 929 hpa, con venti medi sostenuti di ben 249 km/h e raffiche di gran lunga superiori, prossime ai 280-290 km/h.Fortunatamente, in questa fase, l’uragano è rimasto centrato in mare aperto, presentando un corpo nuvoloso a spirale, li dove si concentrano le tempeste di vento più violente, abbastanza ristretto.”Dora” però ha continuato a dirigersi verso nord-ovest, muovendosi quasi in parallelo con la linea di costa.

Nella giornata di ieri l’uragano si è spostato sopra acque meno calde che hanno provocato un suo veloce indebolimento, tanto da passare, in meno di 24 ore, da un potente uragano di 4^ categoria, con venti medi sostenuti sopra i 240 km/h, a un ciclone tropicale di 2^ categoria, con venti medi sostenuti scesi a 169 km/h e pressione centrale risalita dai 929 hpa ai 970 hpa delle 09:00 UTC di ieri, venerdi 22 Luglio.Alle 15:00 UTC venerdi 22 Luglio il ciclone è stato prontamente declassato a categoria 1^, con venti medi scesi ulteriormente sui 137 km/h e pressione centrale stabilizzata su un valore di 981 hpa fino ai 988 hpa delle 21:00UTC.Nella giornata odierna “Dora” verrà declassata a tempesta tropicale, con venti medi sostenuti sotto i 120 km/h e pressione centrale in risalita sui 998 hpa.Mantenendo lo status di tropical storm, “Dora”, passerà molto vicino a Cabo San Lucas, sulla estrema punta meridionale della penisola di California, attivando moderati venti dai quadranti orientali.Nella giornata di domani la tropical storm si allontanerà sul Pacifico settentrionale, a largo della California, dove si indebolirà ulteriormente, divenendo una innocua depressione tropicale, in fase di dissipamento.

Nuova onda tropicale africana in rotta verso i Caraibi

Intanto una nuova onda africana (Invest 90L), 400 miglia a est delle isole Antille, si sta spostando verso ovest-nordovest a circa 15 – 20 miglia/orarie. Questa onda sta generando una quantità limitata di temporali forti per la presenza di una grande quantità di polvere e aria secca proveniente dal Sahara.Nelle prossime ore questa area di disturbo diffonderà piogge pesanti e forti raffiche di vento a nord delle Piccole Antille.L’aria secca dal Sahara, che invaderà l’Atlantico tropicale , continuerà ad essere un problema per Invest 90 L.Solo da domani, quando incontrerà aria molto più umida nei pressi delle isole Bahamas, potrebbe svilupparsi ed evolversi in un sistema tropicale più organizzato, in grado di portare forti piogge e temporali nell’area tra le Bahamas e le coste della Florida sud-orientale.