Sono due grandi astronauti italiani, che appartengono dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) ma hanno sempre portato nell’Universo l’orgoglio Italiano: Paolo Nespoli e Roberto Vittori hanno raccontato oggi le loro emozioni vissute nello Spazio al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al quale hanno consegnato la bandiera italiana che avevano portato a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. L’incontro con il presidente Napolitano è stato “emozionante“, come hanno riferito i due astronauti ai giornalisti. ”Napolitano ha brindato con noi al successo delle due missioni”, ha detto il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Enrico Saggese. Ha partecipato all’incontro anche il responsabile dell’Esa per il Volo umano, l’ex astronauta Thomas Reiter.
”Ho volato nello SPazio tre volte, forse volerò una quarta volta”, ha detto alla stampa Roberto Vittori, colonnello dell’Aeronautica Militare Italiana. ”Questa potrebbe essere una possibilita”’, ha proseguito l’astronauta. Un’eventualità che nemmeno Nespoli disdegnerebbe anche se, ha detto, ”sto cercando di capire che cosa fare da grande”.
Dopo le due settimane di convivenza sulla Stazione Spaziale, i due astronauti hanno scherzato a lungo sulla loro esperienza. ”Da quando siamo stati selezionati come astronauti c’e’ stata competizione fra me e lui”, ha detto Vittori riferendosi a Nespoli. ”Adesso – ha aggiunto – la competizione continua, per esempio per stabilire chi ha volato di piu’: Paolo ha fatto due missioni, una delle quali di sei mesi; io ne fatte tre, tutte brevi. A questo punto dichiarerei il pareggio”.
Tanti anche gli aneddoti di vita quotidiana a bordo della Stazione Spaziale, dove vivere in assenza di gravita’ non e’ affatto semplice. ”Soprattutto nei primi due o tre giorni a bordo la vita quotidiana e’ stata difficile e piu’ volte ho cercato Paolo”, ha detto Vittori. ”Devo ringraziare Paolo – ha aggiunto – perche’ ho trovato in lui la spalla su cui piangere. Pero’ alla fine della missione sarei rimasto su ancora”. Ma per Nespoli le cose non sono state piu’ semplici: ”sono stato in orbita per 159 giorni, ma e’ normale essere un po’ spaesati. All’inizio ci e’ voluto molto tempo per cercare le cose, non sapevo dove fossero. Non ci sono stati comunque momenti difficili … a parte quando era ora di mangiare”. E se il cibo a bordo non era davvero un granche’, dormire non era piu’ semplice, almeno per Vittori. ”Paolo dormiva tranquillo infilato in una specie di sacco a pelo che sembrava una cabina telefonica. Io invece avevo bisogno di avere la sensazione di sdraiarmi su qualcosa, cosi’ andavo in giro a rubare tutti gli elastici che trovavo”. Alla fine, ha scherzato Nespoli, ”era tutto legato, una specie di pipistrello”. Nonostante tutto, entrambi gli astronauti ripartirebbero subito. Segno inconfondibile della loro grande passione.
Certo che, però, finita l’era dello shuttle, non resta che la navetta russa Soyuz. ”Ho tirato fuori il vocabolario russo”, ha detto Vittori.


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