Da anni una delle lune di Saturno, Giapeto, affascinava gli astronomi con i suoi tanti enigmi dovuti al suo doppio colore. Adesso un gruppo di ricercatori della Cornell University ha fatto luce sul mistero e ha scoperto che il suo doppio colore è conseguenza dei detriti depositati nel tempo dalla piccola Febe, una delle sorelle minori della luna.
Sin dalla scoperta da parte dell’astronomo italiano Giovanni Cassini nel 1671, Giapeto aveva rivelato avere due volti: un emisfero bianchissimo e molto brillante e un altro scuro color carbone, come possiamo vedere nell’immagine a corredo dell’articolo. Gli studiosi americani sono convinti che il lato ‘oscuro’ di Giapeto sia causato dai detriti sollevati dai vari impatti di meteoriti avvenuti su Febe, una delle sorelle minori e satellite piu’ esterno di Saturno, e depositatisi nel tempo su una delle sue facce.
La caratteristica di avere due volti dipenderebbe dal fatto che Giapeto, come anche la nostra Luna, avendo un tempo di rotazione uguale a quello di rivoluzione, mostra sempre la stesso volto verso Saturno e quindi mentre da un lato risulta sempre protetto con l’altro ‘spazza’ i detriti presenti sulla sua orbita. Le polveri provenienti da Febe e dal grande anello di polveri di Saturno, scoperto recentemente dall’osservatorio spaziale Spitzer, si sono accumulati nel tempo su un solo emisfero del satellite conferendogli quindi la curiosa caratteristica di avere un lato, quello interno, bianco e quasi immacolato, e uno molto scuro, ricco di detriti. Risolto il mistero del colore, resta ancor un altro enigma di Giapeto: una catena di montagne di circa 1.300 chilometri rilevata nel 2004 dalla sonda Nasa Cassini e che si estende esattamente lunga la sua linea equatoriale.


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