I meteoriti piu’ comuni rinvenuti sulla Terra, i ‘condriti’, sono in realtà figli di asteroidi pietrosi composti principalmente da silicati, definiti di tipo S. Il ‘test di paternita” che dimostra per la prima volta questa “parentela” e’ stato condotto analizzando l’unico campione di polvere prelevato finora dalla superficie di un asteroide, riportato sulla Terra dalla sonda giapponese Hayabusa dopo una lunga e tormentata missione.
La scoperta e’ stata pubblicata con grande risalto dalla rivista Science, che le ha dedicato la copertina, ed e’ stata accolta con entusiasmo dall’astronomo della Nasa Michael Zolensky, che ha definito questa polvere di asteroide come la ‘stele di Rosetta’ dei meteoriti. Si puo’ quindi parlare di lieto fine per la vicenda della sonda Hayabusa, lanciata nel 2003 dall’Agenzia spaziale giapponese Jaxa per campionare la superficie di ‘25143 Itokawa’, un asteroide di tipo S che dista 290 milioni di chilometri dalla Terra. Dopo sette anni nello spazio segnati da guasti e peripezie che avevano fatto pensare al fallimento della missione, la sonda e’ riuscita a riportare a Terra un campione di polvere, che e’ stato analizzato usando potenti microscopi elettronici e particolari tecniche di diffrazione ai raggi X. ”Il nostro studio dimostra che le particelle rocciose recuperate dall’asteroide sono identiche a quelle delle comuni condriti”, spiega il primo autore Tomoki Nakamura, esperto della Tohoku University di Sendai. Proprio perche’ le condriti sono tra le rocce piu’ antiche del Sistema solare, i ricercatori hanno pensato di analizzare i minerali contenuti nella polvere dell’asteroide, e hanno scoperto elementi che dimostrano come questi corpi siano tra i piu’ primitivi del Sistema solare. Le analisi chimico-fisiche hanno permesso anche di ricostruire la storia del piccolo Itokawa. ”Le particelle – afferma Nakamura – vengono da un asteroide che ha sperimentato una lunga fase di riscaldamento a 800 gradi”. Questa temperatura puo’ pero’ essere raggiunta solo da un asteroide con un diametro di circa 20 km, e quindi molto piu’ grande di Itokawa che e’ lungo 600 metri e largo 300 metri. ”E’ probabile quindi che l’asteroide fosse inizialmente piu’ grande di oggi – conclude Nakamura – e che in seguito a una collisione si sia rotto e riassemblato”.


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