
A meno di un anno dalla terrificante ondata di calore, senza precedenti per gli ultimi mille anni, la Russia europea viene nuovamente interessata da una severa ondata di calore proveniente dalle latitudini sub-tropicali che ha fatto schizzare i termometri oltre la soglia dei +40° all’ombra sugli stati più meridionali, con l’abbattimento di nuovi record assoluti.La gran calura è esplosa durante lo scorso fine settimana quando una enorme bolla di aria calda e secca, in risalita dal Caucaso e dall’altopiano turco orientale, ha investito le pianure della Russia europea sud-orientale e l’area della depressione caspica.La poderosa avvezione calda nel sud della Russia è stata collaudata in seno ad una vasta struttura anticiclonica di blocco che si è posizionata con i suoi massimi barici ad est degli Urali.Il richiamo caldo dai quadranti meridionali è stato incentivato anche dall’avvicinamento, verso l’area baltica e l’Europa orientale, della profonda saccatura oceanica che da giorni insiste su gran parte della MittelEuropa, apportando abbondanti piogge e un clima insolitamente fresco per il periodo estivo, con valori largamente sotto le medie stagionali.Il ramo ascendente della saccatura europea, guadagnando terreno verso est, ha inglobato parte dell’enorme bolla di calore presente tra l’est della Turchia, le Repubbliche Caucasiche, l’Iraq e l’Iran, spingendola verso nord, oltre il bacino del mar Nero, tramite una ventilazione meridionale.Tale configurazione ha permesso lo sviluppo di questa grossa onda mobile di calore che dall’Asia occidentale si è diretta verso gli stati più meridionali della Russia e sull’area del mar Caspio, dove i termometri si sono impennati oltre la soglia dei +40° +41° grazie al costante afflusso di correnti calde e molto secche di origine sub-tropicale continentale.Già tra le giornate di giovedi 28 e venerdi 29 Luglio 2011 l’avvento delle masse d’aria calde da Sud ha provocato un notevole aumento termico in tutto il settore più meridionale della Russia europea, con valori prossimi ai record assoluti in alcune stazioni sinottiche.Su tutti spiccano i quasi +43.0° toccati da Jaskul o i +41.9° di Budennovesk lo scorso venerdi 29.Ma il giorno più bollente è stato sabato 30 Luglio quando diverse stazioni nelle regioni di Kalmikya e Stavropol hanno stabilito nuovi record assoluti, con massime sui +43° +44°.Tra i vari record assoluti bruciati cerchiamo di segnalare solo quelli più importanti, fra questi figurano i +44.2° di Jaskul, i +43.8° di Budennovsk, i +43.6° di Yergeninski e i +43.4° fatti da Svetlograd e Arzgir.Si tratta di valori davvero eccezionali, mai registrati prima, che stanno ad indicare la portata di questo evento caldo che ha interessato il settore più meridionale della Russia europea.Ma non finisce qui.Infatti, sempre sabato 30 Luglio 2011, la città di Divnoe è riuscita ad archiviare il nuovo record assoluto di caldo per una stazione automatica in tutto il territorio russo.Divnoe ha registrato una massima di ben +44.3°, in un colpo Divnoe è stata in grado di guadagnarsi sia il nuovo record nazionale russo, per una stazione automatica, che quello della stazione stessa.Davvero niente male come prestazione.

L’analisi delle isoterme alla quota di 850 hpa indicava chiaramente la presenza della +25° +26°, nella libera atmosfera, fino alle coste orientali del mar Nero e agli stati più meridionali russi, mentre una più insidiosa +28° +29° (davvero notevole) riusciva a sfondare sino al mar Caspico, infuocando ulteriormente l’atmosfera nell’area, dove i termometri hanno ampiamente sfondato il muro dei +40° +41°.Caldo molto forte anche in Georgia dove ieri si sono toccati i +40.2° ai 534 metri di Bolnisi, +37.8° ai 543 metri di Telavi e i +36.6° ai 400 metri della capitale Tbilisi (che venerdi ha archiviato una max di +37.6°).Nel vicino Azerbaigijan il caldo si è fatto sentire nella giornata di sabato 30 Luglio con massime di; Kurdamir +41.7°, Evlakh +41.3°, Kuba +39.8°.Notevole il caldo pure in Armenia con la capitale Jerevan che nella giornata di ieri, domenica 31 Luglio, ha segnato una temperatura massima di ben +40.8°, la più alta mai registrata dall’inizio dell’estate.Sempre in Armenia vanno citati i +33.3° di Ashotsk, ad oltre 1800 metri di quota sull’altopiano interno.Si tratta di temperature molto alte che vanno ben oltre le tradizionali medie per il periodo, con scarti davvero esagerati.Su queste aree il caldo eccezionale di questi giorni perdurerà anche per i prossimi giorni con un picco previsto tra la giornata odierna e quella di domani, con la possibile realizzazione di nuovi record assoluti in alcune località.

Caldo eccezionale nel sud della Russia; ma il confronto con l’inferno dell’estate 2010 non regge
L’ondata di calore che da giorni colpisce il sud-est della Russia europea, le Repubbliche Caucasiche e l’area caspica, ha assunto carattere di eccezionalità in questi ultimi giorni, con l’abbattimento di numerosi record assoluti e il miglioramento del record di caldo nazionale russo con i +44.3° stabiliti da Divnoe (un dato di tutto rispetto).Malgrado questi grandi risultati il confronto con l’infernale ondata di calore dell’estate scorsa, che per oltre un mese attanagliò l’intero territorio russo favorendo il crollo, giorno dopo giorno, di decine e decine di record assoluti, non può reggere minimamente.L’anno scorso si fece la storia in tutta la Russia europea e in parte di quella asiatica, tanto che la soglia dei +40° all’ombra fu raggiunta persino nell’area moscovita e ai confini siberiani, con la +25° a 850 hpa che si spingeva sul nord della pianura Sarmatica.Una evento mai verificato negli ultimi secoli della storia meteo/climatica russa.Allora l’enorme anomalia positiva fu indotta da un persistente e opprimente promontorio anticiclonico di blocco che si era collocato, per oltre un mese (Luglio 2010), su tutta la Russia europea e sugli Urali, estendendosi dalle “roventi” e aride steppe del Kazakistan fino alle coste artiche russe, affacciate sul mar Glaciale Artico.La potente area anticiclonica russa riuscì ad aspirare dai deserti del Medio-Oriente enormi quantità di aria molto calda e secca che si riversava sulle pianure Sarmatiche attraverso una “bollente” ventilazione meridionale di caduta, con notevoli fenomeni di “Subsidenza atmosferica” (correnti discendenti in seno alla colonna d’aria) a tutte le quote che favorivano un ulteriore riscaldamento per “compressione adiabatica”.Tale processo non faceva altro che tenere in vita il blocco anticiclonico in tutta l’area russa e sulla Siberia centro-occidentale.Il mix esplosivo fra gran caldo, aria secca e siccità (penuria di precipitazioni per il dominio anticiclonico ininterrotto) fece scoppiare un gran numerodi incendi lungo le rinsecchite campagne russe, sollevando dense colonne di fumo nero che per giorni ammorbarono l’aria nelle principali città della Russia europea, con i tassi di inquinamenti cresciuti ben oltre i limiti consentiti.L’onda di calore di questi giorni invece è piuttosto circoscritta al settore sud-orientale della Russia europea dove si sono accumulate le maggiori anomalie positive, mentre altrove abbiamo temperature ancora ben oltre le medie del periodo, ma molto lontane dai picchi record vantati dalla “storica” estate del 2010.Il caldo sul territorio russo insisterà anche nei prossimi giorni, anche se la soglia dei +40° si potrà varcare solo nell’estremo sud-est e lungo l’area dove sorge la depressione caspica.Nell’Artico russo, fra mar di Barents e mar di Kara, nei prossimi giorni si verificherà un importante calo delle temperature per la prima incursione post-estiva delle correnti fredde dal mar Glaciale Artico.


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