Forte calo anche oggi per le piazze finanziarie europee con Francoforte che lascia sul terreno il -5,02% a 5.923 punti, mentre Parigi segna una flessione del -4,68% a 3.125. In rosso anche Londra (-3,39% a 5.068) e Amsterdam (-5,73%). Tonfo ad Atene, in ribasso del -5,84% a 432,26 punti.
Ribassi relativamente minori per Italia e Spagna sulla scia della disponibilità della Bce ad acquistare titoli di stato: Milano segna -2,35% a 15.639,75 punti e Madrid -2,44% a 8.495,4 punti.
L’Italia è il Paese che ha perso di meno.
La nuova settimana, quindi, comincia all’insegna dell’estrema volatilità dei mercati che ha contraddistinto anche la scorsa. In forte calo a meno di un’ora dal fixing le borse del Vecchio Continente, trascinate in territorio negativo – dopo una giornata tra rialzi e ribassi – dall’avvio di Wall Street.
Ma per l’Italia, a prescindere da tutto questo arrivano buone notizie. L’Unione europea, infatti, ha promosso le misure della Bce e gli impegni del G7 per rassicurare gli investitori sulla stabilità dei mercati. Bruxelles ha sottolineato che “Italia e Spagna non hanno alcun bisogno di piani di salvataggio“, aggiungendo che le misure prese dal governo Berlusconi, “siano sufficienti per rassicurare i mercati e riportare la stabilita’ finanziari“.
“Tutti i messaggi emersi nel corso del fine settimana dalle diverse autorita’ e istituzioni sovranazionali vanno nella stessa direzione e inviano un forte messaggio di fiducia ai mercati e ai loro protagonosti“, ha dichiarato il portavoce della Commissione Olivier Bailly.
La seconda buona notizia riguarda l’andamento dei titoli di Stato: lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi oscilla sopra e sotto i 300 punti base, ma comunque a livelli ben inferiori rispetto a quelli toccati la settimana scorsa. Nei fatti la Bce ha già iniziato a comprare titoli del debito pubblico italiani e spagnoli. Il differenziale Btp/Bund, che venerdì era volato sopra 400 punti, è sceso stamane a un minimo di giornata di 284 punti. La forbice tra i titoli decennali spagnoli e quelli tedeschi è calata a 282 punti.
Nell’altra sponda dell’Oceano, si registra la presa di posizione dell’agenzia Moody’s: non taglia il rating a tripla A sul debito sovrano Usa, ma minaccia un downgrade prima del 2013 se il bilancio e le stime economiche dovessero indebolirsi ancora. Moody’s e’ comunque ottimista e vede un potenziale accordo sulla riduzione del deficit a Washington prima di quella scadenza. “Il rating ‘AAA’ resta al suo posto – spiega l’analista di Moody’s, Steven Hess – Prevediamo che il rapporto debito/Pil rocchera’ un picco del 75% a meta’ dei prossimi 10 anni e poi iniera’ a scendere a lungo termine“. “L’accordo della settimana scorsa – aggiunge – suggerisce che un accordo che rispetti questi criteri sia difficile all’inizio del 2013, a causa della forte polarizzazione politica, ma non impossibile“. E’ proprio il disaccordo su una possibile intesa politica sulla riduzione del debito Usa che divide in questa fase Moody’s e Standard and Poor’s.


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