Eruzione dell’Etna: tutti i dettagli e le immagini del 10° parossismo

In base al resoconto dell’Ingv di Catania, possiamo ricostruire per filo e per segno l’eruzione dell’Etna di ieri mattina. Dopo un intervallo di relativa quiete di 6 giorni e mezzo, il Nuovo Cratere di Sud-Est sull’Etna ha prodotto il suo decimo episodio parossistico di questo anno nella mattinata del 12 agosto 2011. Anche questo episodio è stato, nelle sue caratteristiche fondamentali, una ripetizione dei suoi predecessori, con emissione di una colata lavica verso la Valle del Bove, fontane di lava alte diverse centinaia di metri, e una colonna eruttiva che si è alzata circa 3 km sopra la cima del vulcano. La nube di cenere è poi stata spinta dal vento verso sud-est, causando ricadute di cenere e lapilli intorno a Zafferana Etnea e, più in basso, nella fascia costiera fra Giarre ed Acireale.

All’alba del giorno 11 agosto 2011, si sono notate delle sporadiche emissioni di cenere dal Nuovo Cratere di Sud-Est, producendo piccoli sbuffi di color marrone grigiastro. I sistemi di sorveglianza visiva e termica dell’Ingv-Catania non hanno rivelato la presenza di materiale caldo in queste emissioni fino al tardo pomeriggio, quando dopo un breve periodo di quiete, le emissioni hanno ripreso e prodotto delle anomalie termiche. Dopo il tramonto, si sono osservate delle piccole esplosioni stromboliane ad intervalli di qualche decina di minuti; per tutta la notte tale attività è andata avanti alla stessa frequenza e con la stessa intensità.

Nella mattina del 12 agosto, verso le ore 05.30 GMT, l’attività stromboliana ha cominciato ad intensificarsi, accompagnato da un aumento nell’ampiezza del tremore vulcanico, la cui sorgente si è spostata da una precedente posizione sotto la parte centrale della sommità dell’Etna verso il Cratere di Sud-Est, avvicinandosi alla superficie. Dopo le ore 07.30 GMT le esplosioni stromboliane sono state accompagnate da sbuffi di cenere scura, e alle 07.50 GMT, un trabocco lavico ha superato l’orlo orientale del cratere, ormai caratterizzato da una profonda lacuna prodotta dai trabocchi lavici durante i parossismi precedenti.

Dettaglio della fontana di lava principale, con lancio di abbondante materiale grossolano incandescente e cenere scura, verso le ore 09.42 GMT del 12 agosto 2011, visto da una distanza di circa 1.2 km a sud. Foto ripresa da Boris Behncke, INGV-Catania

Durante le circa 30 minuti successivi, l’attività stromboliana è aumentata rapidamente e passata, verso le 08.30 GMT, ad una fontana pulsante, alta circa 100 m. 15 minuti più tardi, una densa colonna di cenere nera stava salendo sopra la fontana di lava, e tutto il cono del Nuovo Cratere di Sud-Est era soggetto ad abbondanti ricadute di materiale piroclastico grossolano.

L’attività di fontanamento sostenuto e formazione della colonna eruttiva era più forte nell’intervallo fra le 08.45 e le 10.00, quando all’interno del cratere erano attive tre bocche, due nella sua parte centrale, e la terza vicino all’orlo orientale del cratere, nei pressi del trabocco lavico. Poco dopo le 10.00 GMT, le bocche al centro del cratere emettevano solo cenere, mentre quella più orientale continuava ad emettere getti di lava incandescente fino alle 10.25. Si è osservata poi una fase lunga di emissione spesso passiva, ma a volte impulsiva, di cenere, che è cessata intorno alle 11.00 GMT.

La lava prodotta da questo parossismo è scesa sulla parete occidentale della Valle del Bove, allargandosi nella sua parte alta a ventaglio; i fronti più avanzati hanno raggiunto la base del ripido pendio poco a monte di Monte Centenari. Le ricadute di cenere hanno interessato una zona molto stretta, intorno a Zafferana a monte, e nella porzione costiera fra Giarre ed Acireale.

Anche questo decimo episodio parossistico dell’anno dal Nuovo Cratere di Sud-Est ha causato la rapida crescita del cono formatosi attorno alla depressione craterica, aumentando in altezza soprattutto l’orlo craterico sud-orientale. L’intervallo fra questo episodio e quello precedente è stato di 6 giorni e mezzo, leggermente superiore a quello precedente, anche se si nota che dal 19 luglio, gli intervalli fra gli episodi parossistici sono molto simili, variando fra 5.5 e 6.5 giorni.

Colonna eruttiva e nube di cenere verso sud-est, prodotte dal parossismo dell'Etna nella mattinata del 12 agosto 2011. L'altezza della colonna eruttiva sopra la sommità del vulcano (3330 m) è di circa 3 km. Si nota la ricaduta di cenere sotto la nube di cenere, al centro e a destra. Foto ripresa dalla zona balneare a sud di Catania da Elisabetta Ferrera, Università di Catania
Attività di fontanamento lavico da tre bocche all'interno del Nuovo Cratere di Sud-Est, nella tarda mattinata del 12 agosto 2011, vista da Torre del Filosofo. Il vecchio cono del Cratere di Sud-Est è nel centro di questa immagine, e la Bocca Nuova a sinistra. Foto ripresa da Stefano Branca, INGV-Catania
Il doppio cono del Cratere di Sud-Est, quello vecchio a sinistra, e quello nuovo, in crescita, a destra, fotografato il 29 luglio 2011 (in alto) e il 12 agosto 2011 (in basso). L'intervallo di tempo fra queste due immagini è quindi di due settimane, e comprende gli episodi parossistici del 30 luglio e del 5 e 12 agosto. La vista è dalla pista che porta in zona sommitale etnea, vicino a Belvedere. Foto riprese da Boris Behncke, INGV-Catania