Un unico geologo contro le voragini e i crolli di tutta Roma

Un geologo comunale per tutta Roma. Più un’intesa come quella stipulata da poco dalla Protezione Civile comunale con l’Ordine dei Geologi. Ecco cosa Roma mette in campo contro l’incubo delle voragini e i dissesti che minacciano crolli. Alcuni dei quali clamorosi come quello che ha investito la Domus Aurea. Un anno fa il Consiglio Comunale su iniziativa della consigliera Gemma Azuni di Sel ha adottato all’unanimità un indirizzo per la costituzione di un Servizio geologico comunale vero e proprio. «Purtroppo mi pare che siamo ancora in alto mare», dice l’Azuni. «Un ufficio geologico degno di questo nome a Roma ancora non c’è…».

LETTO ALLUVIONALE – I geologi spiegano Roma come un grande letto alluvionale del Tevere, una sorta di millefoglie intriso d’acqua e da una parte e dall’altra tufo con un’infinità di gallerie, fungaie, depositi d’acqua sotterranei su cui gravano spesso imponenti e pesanti costruzioni. Le conseguenze di questo sistema sono a volte drammatiche, con voragini improvvise e dissesti vari, perfino crolli. «Il territorio è segnato dal Tevere sì – spiega il professore Roberto Mazza geologo di Roma Tre -, ma quanti sono i corsi minori d’acqua che lo alimentano e che perlopiù sono obliterati e nascosti dalla città? Ne risulta un terreno argilloso, comprimibile, recente su cui gravano le grandi costruzioni degli anni ’50 e ’60…».

VORAGINI –Ecco allora voragini improvvise come quella in cui poco tempo fa in via Anastasio II stava per essere inghiottito un motociclistache l’ha schivata di misura. In viale Giustiniano Imperatore, all’Ostiense, le scollature evidentissime tra un palazzo e l’altro promettono da tempo guai molto seri. Le crepe che si sono materializzate in via dei Savorgnan, a Torpignattara, hanno innescato allarme. E poi le cavità sotto Villa Certosa, per le fungaie naturali. E ancora i cedimenti in via Columella, al Quadraro, con i residenti a lungo ostaggio di una profonda buca.

PROTOCOLLO D’INTESA – L’indirizzo approvato nel giugno 2010 dal consiglio comunale intendeva fornire una risposta istituzionale a questo ordine di problemi. Era il giugno 2010. Da allora che cosa è successo? «Per migliorare la capacità di intervento delle strutture di Protezione civile capitoline, abbiamo promosso un protocollo d’intesa con l’Ordine dei Geologi che prevede la possibilità di avvalerci della consulenza tecnico-scientifica dei professionisti iscritti all’Ordine – spiega Tommaso Profeta, a capo della Protezione Civile capitolina -. Si tratta di un’iniziativa importante (peraltro, prevista dalla legge 225/92) che ci permetterà di avvalerci in situazioni di emergenza della competenza di 39 professionisti appositamente individuati. Tale intesa, interviene a rafforzare la collaborazione tra la Protezione civile di Roma Capitale e il Dipartimento ai lavori pubblici del Campidoglio, presso il quale già prestano servizio diverse figure tecniche ed un geologo. Infine, aggiungo che Roma capitale ha messo a concorso quattro posti per il profilo professionale di Geologo in modo da garantire ogni attività che necessiti di tali specifiche competenze».

PROVINCIA – Insomma, tirando le somme, in termini strettamente comunali, siamo ancora a un geologo comunale per tutta Roma e per i suoi 1285,31 chilometri quadrati. La Provincia di Roma ha invece un Servizio geologico che conta quattro geologi a partire dal dirigente Raffaele Reitano, più una laureata in geofisica. Sul sito della Provinciasi trovano i risultati di questo team comprese alcune ricerche come la carta geologica di Roma e della sua provincia, oppure la mappa delle cavità nel Comune di Roma. In Campidoglio invece la conta è ferma tuttora a un solo geologo, per un territorio pari alla somma di quelli dei comuni di Milano, Torino, Bologna, Palermo, Genova, Firenze, Bari e Catania. Un unico tecnico per un territorio più grande di quelli di metropoli come New York, Mosca, Berlino, Madrid e Parigi.

di Paolo Brogihttp://roma.corriere.it/