Etna: straordinario reportage dell’eruzone di lunedì mattina. Le foto e i video

    /

    L’ultima eruzione dell’Etna è stata poco meno di 48 ore fa, all’alba di lunedì 29 agosto, tra le 06:15 e le 06:50. S’è trattato del 12° parossismo stagionale del vulcano Siciliano, su cui si stanno radunando sempre più studiosi, esperti e appassionati di ambiente, natura, vulcani e fotografia pronti a immortalare immagini uniche e affascinanti.
    Tra questi c’è Benny Albo, che ha realizzato un Reportage davvero mozzafiato con immagini da osservare per ore e ore e da lasciare a bocca aperta. Lo ringraziamo per la gentile concessione delle foto, e vi invitiamo a contattarlo sulla sua pagina di facebook o direttamente al suo indirizzo di posta elettronica.
    Oltre alle fotografie, sotto la Galleria, pubblichiamo alcuni splendidi video della stessa eruzione e una descrizione dell’evento di Klaus Dorschfeldt.
    Buona visione!

    https://www.youtube.com/watch?v=mr54posSL_U

    L’Etna ha deciso di rilassarsi un pò. Ci eravamo abituati ad un attività ogni 5-6 giorni, adesso ne passa qualcuno in più ma lo spettacolo vale sempre la pena aspettarlo. Anche per nove ore di fila, al freddo di un estate che in montagna non è mai troppo calda.
    E’ il pomeriggio del 28 agosto e dal Nuovo Cratere di Sud-Est ha inizio un attività stromboliana con esplosioni rare e a cadenza irregolare. Al calare del buio si è già lì, gli occhi puntati ma lo sono anche gli strumenti creati dall’uomo per immortalare tutto ciò che merita di rimanere eterno.
    Il buio è fitto e a mala pena si riesce a riconoscere il profilo del vulcano, qualcuno sta passeggiando sul bordo orientale del Cratere Centrale ed una torcia accesa ne segnala la presenza. Un esplosione, la forma a “V” del cratere si illumina dall’interno per qualche secondo, seguono una serie di esplosioni via via minori fino a tornare al buio, lo stesso avviene un paio di minuti dopo.
    Dopo qualche ora le esplosioni aumentano e inizia il trabocco, scorre veloce su quella breccia che non si decide a rimarginarsi, ai piedi del cono si scompatta, si sparpaglia e cerca una direzione su cui spingersi.
    La luce è ancora lontana dall’illuminare quello che ci circonda ma un impercettibile cambio di colore della volta celeste ci dice che la notte non durerà ancora molto. Quando i contorni diventano accentuati anche il fumo ha già una sua forma, si alza verso l’alto e inizia a prendere la forma di una colonna, ancora povera ma in progressivo ispessimento.
    Fontane disegnano già due torce che spruzzano fuoco a centinaia di metri ma d’un tratto avviene qualcosa di inaspettato e che crea uno spettacolo nello spettacolo.
    La base del cono si spacca, un getto rosso accompagna l’immediata uscita di una massa di cenere che si aggiunge alla già contorta forma di quella emessa dalle bocche che ruggiscono subito sopra. Una nuova bocca si è aperta e altra massa di lava si aggiunge alla colata che si velocizza e viene spinta ad andare in una sola direzione.
    Prima ancora che il sole appaia a noi riusciamo già a vederlo. Illumina la parte più alta della colonna che ha preso la sua solita forma di fungo Un paio di minuti dopo già tutto appare illuminato e i colori prendono un nuovo vigore.
    Stanco si sente l’Etna come noi che abbiamo passato la notte ad attendere il clou dello show. Si va a riposare a sole già alto, la nuvola di cenere scompare verso l’orizzonte e lascia la sua macchia scura sui paesi del versante che va a sud-est.

    Klaus Dorschfeldt