Hollywood, dove gli uragani diventano star

Gordon, Andrew e Hugo, Galveston, Camille, Katrina e via dicendo fino a Irene, che in queste ore sta tenendo gli Stati Uniti d’America (e non solo) con il fiato sospeso. E’ lunga la lista degli uragani che nel tempo si sono abbattuti sugli Stati Uniti, mietendo decine, centinaia, a volte migliaia di vittime, spazzando via tutto cio’ che incontrano sul loro furioso cammino. Gli States si trovano proprio lungo le traiettorie seguite dai cicloni tropicali, non stupisce quindi che una delle piu’ grandi industrie del Paese, quella del cinema, abbia spesso dedicato i suoi film a un fenomeno naturale con il quale gli americani devono fare i conti da sempre.

Industria dei sogni, si’, ma anche degli incubi, come dimostra la ricchezza del suo cosiddetto ‘filone catastrofico’ che annovera inondazioni, terremoti, eruzioni e, naturalmente, uragani, con attori nei panni di meteorologi, climatologi e stormchaser, ovvero ‘cacciatori di tornado’.
Per divertimento o per esorcizzare, i film catastrofici hanno sempre affascinato spettatori e registi, a partire da John Ford che nel 1937 giro’ in bianco e nero il suo “Uragano“, film ambientato nei mari del sud con John Carradine e Thomas Mitchell. La pellicola non e’ annoverata tra le piu’ brillanti del regista, ma si fa comunque ricordare per gli effetti speciali utilizzati per il finale con uragano. E per Dorothy Lamour che divenne il sogno esotico degli americani dell’epoca. Il film si merito’ un remake nel 1979. Stesso titolo,ma per la regia di Jan Troell (Usa), con Mia Farrow al posto della Lamour. Questa volta per le riprese venne utilizzato un uragano autentico.

L’uragano piu’ spettacolare del grande schermo e’ senza dubbio quello di “Twister“, film del 1996 per la regia di Jan De Bont che fa entrare lo spettatore direttamente all’interno del tornado con effetti speciali all’avanguardia per l’epoca. Ambientato nell’Oklahoma, il film vede protagonisti una squadra di stormchaser, ma soprattutto il tornado, tempesta a vortice che fa visita alle praterie del Midwest in media un centinaio di volte l’anno.

Nell’Indiana e’ invece ambientato “Pioggia infernale“, film del 1998 di Mikael Salomon con Morgan Freeman alle prese con uno degli effetti principali degli uragani, le piogge torrenziali, mentre “Uragano” di Harris Done e’ ambientato a Los Angeles.