Irene: a Manhattan l’incubo è finito, adesso c’è tanta voglia di normalità

Manhattan il giorno dopo la grande paura, quella per un uragano che per fortuna e’ passato via senza lasciare la temuta scia di distruzione. Quello che colpisce tornando a passeggiare dopo la bufera notturna e’ il contrasto: la citta’ appare ancora spettrale, i ristoranti e i negozi ancora chiusi, le finestre dei condomini ancora sbarrate. Per la maggior parte delle vie continua a regnare un silenzio surreale. Ma improvvisamente la gente, che non vede l’ora di tornare alla normalita’, torna in strada. A Battery Park, una delle zone evacuate, il mare e’ grosso, ma la punta estrema di Manhattan e’ la prima a ‘respingere’ Irene.
L’acqua che aveva allagato il quartiere si e’ ritirata. Ricompaiono gli appassionati del jogging e i turisti con le macchine fotografiche.
Tutti adesso minimizzano il passaggio dell’uragano. ”Temevamo il peggio ma in realta’ ci e’ sembrata solo una forte pioggia”, raccontano Marianna e David, due turisti spagnoli in vacanza nella Grande Mela. ”Pero’ abbiamo scattato foto storiche. Questa mattina eravamo a Times Square, completamente soli, e ora siamo venuti qui a Battery Park. Il paesaggio e’ incredibile”.
Lisa
, newyorkese doc, spiega: ”Avevamo molta paura, abbiamo fissato le finestre con dei pannelli, ma tutto e’ andato bene”. Vive a Midtown West ed e’ scesa lungo l’Hudson con il cane. Anche la Freedom Tower, a Ground Zero, resiste all’attacco dell’uragano, declassato a tempesta tropicale. Le celebrazioni per il decennale dell’11 settembre rischiavano di essere rovinate. Il grattacielo che sta sorgendo sulle ceneri del vecchio World Trade Center infatti era tra gli obiettivi piu’ esposti alla furia dei venti. Ma la Torre ha ‘respinto’ Irene: le vetrate della parte centrale sono intatte, cosi’ come le gru collocate sul tetto, e il cantiere e’ pronto a riprendere il lavoro a pieno ritmo. Nei quartieri piu’ di tendenza della citta’, Soho e il West Village, bar, ristoranti e negozi hanno ancora le saracinesche abbassate, mentre i turisti si aggirano spaesati per le strade. Sono abituati al caos di una citta’ affollata, e l’immagine della City blindata sembra surreale.

Gli irriducibili non sono proprio disposti a rinunciare al brunch domenicale. Charlotte e Caroline, due ragazze svedesi da poco residenti a New York, rimangono deluse davanti alla porta sbarrata di Pastis, la brasserie storica del Meatpacking solitamente frequentata da migliaia di persone. ”Non abbiamo avuto paura, ma meglio troppo che troppo poco”, dicono ringraziando le autorita’ locali per le imponenti misure di sicurezza prese in difesa della citta’.