Sui Caraibi gli occhi dei meteorologi sono puntati sulla tempesta tropicale “Emily” che si è formata nei giorni scorsi, nel tratto di mare ad ovest delle Piccole Antille.La tempesta, migrando verso ovest-nord/ovest, lungo il mare dei Caraibi, ha acquistato ulteriore potenza grazie al calore latente fornito dalla calda superficie marina, che in quel tratto raggiunge i +28° +29°.Nonostante l’enorme potenziale a disposizione “Emily” non è riuscita a superare lo status di intensa tropical storm a causa della presenza di un forte “Wind shear” che ha indebolito la circolazione ciclonica in alta quota.Inoltre nel settore a nord della tempesta si sono inseriti degli spifferi di aria più secca in quota, dai quadranti orientali, che hanno reso il sistema molto disorganizzato, tanto da impedire una possibile intensificazione a uragano di 1^ categoria.Durante le ultime 24 ore “Emily”, come previsto, ha guadagnato terreno verso ovest-nord/ovest, avvicinandosi sempre più alle coste meridionali della grande isola caraibica di Hispaniola.Le bande nuvolose più periferiche nelle ultime ore hanno raggiunto la Repubblica Dominicana apportando delle piogge e dei rovesci a carattere sparso che solo localmente sono risultati particolarmente intensi, con accumuli superiori ai 100 mm.La località più colpita della Repubblica Dominicana è Barahona, qui da ieri si susseguono continui rovesci e forti temporali che hanno scaricato circa 119.5 mm d’acqua in meno di 24 ore.Solo 6.8 mm sono caduti fino ad ora su Santiago, nonostante l’umida ventilazione orientale.Attualmente forti temporali, con colpi di vento, stanno investendo in pieno l’area della capitale Santo Domingo dove vengono segnalati anche dei locali allagamenti per i forti scrosci di pioggia.Un altro effetto del passaggio ravvicinato di “Emily” sulla Repubblica Dominicana è dato dal sensibile rinforzo della ventilazione orientale, con raffiche fino a oltre i 60 km/h lungo le coste meridionali, meglio esposte.Sui rilievi dell’entroterra le raffiche dai quadranti orientali sono risultate ancora più forti.La sostenuta ventilazione orientale ha anche provocato un irrobustimento del moto ondoso lungo il mare che bagna Hispaniola, sollevando onde alte anche più di 2.0-3.0 metri.Purtroppo i “Cluster temporaleschi” in azione sulla Repubblica Dominicana entro le prossime ore tenderanno a spostarsi verso il settore più meridionale di Haiti, dove si temono abbondanti precipitazioni che potrebbero dar vita a gravi eventi alluvionali in grado di stendere un paese già messo in ginocchio da anni di mal governo, epidemie e dal catastrofico terremoto del Gennaio 2010 che rase al suolo la capitale Port-Au-Prince.Questo perchè “Emily”, invece di attraversare l’entroterra dell’isola di Hispaniola, transiterà lungo le coste meridionali di Haiti seguendo una particolare traiettoria verso nord-ovest che la spingerà verso le coste orientali di Cuba.

Il sistema appare ancora molto disorganizzato; il grosso delle precipitazioni si concentra sul lato est della tempesta.Si temono inondazioni ad Haiti.
Le ultime immagini satellitari ci indicano che la tempesta tropicale “Emily” rimane ancora molto disorganizzata, il centro della perturbazione tropicale si trova nel tratto di mare a sud delle coste meridionali di Haiti.Da notare come nelle ultime 24 ore il movimento di spostamento della tempesta sia stato molto lento, con un andamento verso ovest-nord/ovest inferiore alle 5 miglia/orarie.Il brusco rallentamento di “Emily” ha spiazzato un pò i vari modelli matematici che indicavano uno spostamento molto più rapido.Sempre nelle ultime 24 ore si è registrato un significativo indebolimento del “Wind shear” sul settore nord-occidentale, ma probabilmente non sarà sufficiente per consentire ad “Emily” una nuova fase di potenziamento, anche perchè sulla parte nord del sistema tropicale l’attività convettiva è stata dimezzata dalla presenza dei rilievi di Hispaniola che hanno temporaneamente chiuso il moto ascensionale.I nuclei di pioggia più pesante si trovano collocati sulla parte orientale di “Emily”, con lo sviluppo di imponenti “Cluster temporaleschi” nel tratto di mare a sud delle coste di Santo Domingo.Questi “Cluster”, una volta formati, tenderanno a spostarsi verso le coste meridionali di Haiti dove sono attese le precipitazioni più estreme portate dalla tempesta.Nel complesso sulle alture meridionali di Haiti potranno cadere dai 100 mm ai 300-350 mm di pioggia in meno di 24-36 ore.Si tratta di quantitativi d’acqua molto abbondanti che potranno dare luogo a improvvise alluvioni lampo e grossi smottamenti dagli esiti a dir poco disastrosi in un paese afflitto da centinaia di emergenze.Un bel carico di piogge raggiungerà anche la capitale Port-Au-Prince, disastrata dal grande sisma del Gennaio 2010.Già nelle ultime ore la città viene spazzata dalle intense raffiche da Est, fino a 56 km/h, che scendono dai rilievi interni di Haiti, annunciando, sotto un cielo “lugubre”, l’imminente passaggio di “Emily”.

Probabile la rotta verso la parte est di Cuba, ma poi regna ancora l’incertezza sulla traiettoria finale
Dopo aver attraversato Haiti, scaricando forti piogge e rovesci, a tratti anche violenti, “Emily” dovrebbe prendere una rotta nord-occidentale che l’ha porterà ad impattare sulle coste orientali di Cuba.In tal caso il passaggio molto ravvicinato di “Emily” alle coste di Haiti potrebbe portarla ad indebolirla a semplice depressione tropicale, con venti medi sostenuti pronti a scendere sotto i 56 km/h e pressione centrale in risalita sopra i 1004 hpa.Dalla seconda parte di giornata “Emily” dovrebbe attraversare molto lentamente il tratto di mare che separa Haiti dalle coste orientali di Cuba, fino ad impattare non lontano dalla città di Santiago de Cuba, apportando intense precipitazioni su tutto il lato est di Cuba con un sensibile rinforzo della ventilazione dai quadranti orientali.Dopo il transito sul settore est di Cuba regna l’incertezza sulla possibile traiettoria futura di “Emily”.I principali centri di calcolo internazionali appaiono molto divisi fra di loro a causa della difficilissima previsione.Secondo alcuni modelli “Emily” dopo il passaggio sulla parte est di Cuba potrebbe indebolirsi notevolmente fino a dissiparsi quasi del tutto sul tratto di mare a nord della grande isola caraibica.Altri modelli invece propongono una prevalente rotta nord-occidentale anche dopo il transito sulla parte orientale di Cuba, ipotesi molto probabile.Tale rotta l’ha porterebbe verso le Bahamas dove “Emily” avrà tutto il tempo per intensificarsi, magari diventando una tempesta tropicale per un breve periodo di tempo, con venti sostenuti ad oltre la soglia degli 80 km/h e raffiche superiori.Non è del tutto escluso che durante il weekend i resti della tropical storm possano passare molto vicino alle coste meridionali della Florida, interessando la zona che va dall’area di Miami a West Palm Beach, dove si potrebbero registrare dei rovesci e dei temporali anche intensi.L’unica cosa certa è che “Emily” entro la giornata domenicale, incrociando il bordo occidentale dell’anticiclone delle Azzorre, sarà costretta a piegare verso nord-est, una svolta che l’ha allontanerà in maniera definitiva sull’oceano Atlantico sub-tropicale, davanti l'”East Coast” degli USA.


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