La fontana di Tre Aie, nei pressi di Gambarie d’Aspromonte, nel territorio comunale di Reggio Calabria, a circa 1.335 metri di altitudine sul livello del mare, è sempre stato un punto di riferimento, simbolico e concreto, per gli appassionati della montagna Reggina. Un luogo d’incontro per naturalisti ed escursionisti che proprio da lì, alle spalle della grande fontana con tre “bocche“, partono in uno dei tanti sentieri che porta a scoprire le meraviglie della natura selvaggia Aspromontana, fino a Montalto o alle innumerevoli cascate delle valli tra le più alte vette che arrivano fino a oltre 1.900 metri di altitudine.
Lì, a Tre Aie, in tanti vanno a prendere l’acqua fresca e si rifocillano nella piccola locanda che c’è di fronte, con le giostrine per i bambini, il pane di grano fresco ogni mattino e tanti prodotti tipici locali, dai salumi ai formaggi più prelibati e saporiti.
Affianco c’è un viottolo che porta a un grandissimo palazzone: è l’ex Caserma delle Ferrovie dello Stato, abbandonata da decenni, ricca di documenti, mobili, arredi e stoviglie circondate di polvere e ragnatele.
Oggi stiamo parlando di questo posto immerso nei verdi boschi fatati del massiccio Aspromontano perchè intendiamo ripercorrere le nostre “Denunce Ambientali“, e lo facciamo ripartendo proprio da qui, grazie a una segnalazione ricevuta da una coppia di appassionati naturalisti dell’Aspromonte, che ci ha inviato le fotografie che vedete a corredo dell’articolo scattate stamattina proprio a Tre Aie, dove le tre fontane sembrano diventate una vera e propria pattumiera, tra vetro, plastica e immondizia. Ovviamente indifferenziata.
Ci chiediamo se è possibile che ancora oggi, nel terzo millennio, la mentalità civica dei visitatori della montagna possa essere così regredita al punto di voler inquinare l’ambiente in un posto così suggestivo e in modo così evidente e vergognoso.
Invitiamo, nel nostro piccolo, le autorità competenti a poter immediatamente porre rimedio a questo scempio, ripulendo l’area e fornendola di ulteriori raccoglitori di spazzatura, realizzando un programma per una nuova cartellonistica che sensibilizzi i visitatori, anche se – oltre questo – non possiamo certo soprassedere sull’aspetto più doloroso della vicenda, legato all’inciviltà della gente.
Quella stessa gente che – con grande ignoranza – è poi in prima linea a parlare male di chi ci amministra, a convincersi di tutte le frottole catastrofiste sui cambiamenti climatici, a votare contro le centrali nucleari, a pretendere un mondo più pulito, più onesto, più civile, più rispettoso. Quella stessa gente che non fa altro che lamentarsi “degli altri” dalla mattina alla sera, ma poi non guarda dentro sè stessa, non ragiona i propri comportamenti in modo civile e armonioso nei confronti della natura, contrasta l’energia nucleare ma non ne vuole sapere di montarsi a casa propria i pannelli solari, odia smog e inquinamento ma continua a camminare con auto a disel o benzina ignorando il Gpl, considera l’acqua un bene di tutti ma ne spreca a bizzeffe ogni giorno nei piccoli gesti della quotidianeità, pretende una raccolta dei rifiuti efficiente ma poi riempie le fiumare di materassi e lavatrici, dice di amare la montagna verde e profumata ma poi infanga un luogo magico come Tre Aie in modo così vergognoso, come potete vedere dalle foto che alleghiamo a questa riflessione.
Insomma, predica bene ma razzola male, senza voler capire che se ognuno di noi si comportasse come di dovere, tutto funzionerebbe meglio e noi stessi vivremmo meglio.
Intanto siamo costretti a mostrarvi questo scempio scandaloso, sperando che un giorno – quanto più vicino possibile – ci si risvegli con una presa di coscienza generale che possa riportarci a quell’amore naturalistico che i nostri padri culturali, i filosofi della Magna Grecia, hanno reso nobile proprio qui, nelle nostre terre Mediterranee. In quel modo potremmo tornare a celebrare le grandiose bellezze ambientali del territorio che ci circonda.


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