L’estate è ormai agli sgoccioli: anche gli yak dell’Alto Adige annunciano l’arrivo dell’autunno

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    MeteoWeb

    Un’estate così fresca, fino a pochi mesi fa, esisteva solo nel libro dei sogni dei più accaniti appassionati di meteorologia, che odiano il caldo per ideologia e non sopportano le noiose e monotone giornate di sole.
    Sole e caldo ce ne sono stati davvero pochi, negli ultimi tre mesi, almeno nell’Italia centro/settentriona e su gran parte d’Europa, dove Francia, Spagna, Regno Unito, Belgio, Paesi Bassi, Svizzera e Germania stanno vivendo la stagione estiva più fredda degli ultimi decenni.
    In Italia, invece, non faceva così freddo dal 2002, ma alle latitudini Mediterranee sempre più spesso capitano, negli ultimi anni, fasi fresche e perturbate nel cuore dell’estate. Anche se, solitamente, si alternano con violente ondate di calore, che invece quest’anno sono mancate quasi completamente.
    Dopo il caldo record di aprile e maggio al centro/nord, tra giugno, luglio e la prima metà di agosto le temperature non sono state quasi mai al di sopra delle medie del periodo. Giugno ha chiuso con scarti davvero sottilissimi rispetto alle medie, senza neanche un’ondata di calore ma con temperature costantemente in linea rispetto alle medie stagionali. Luglio, invece, ha avuto l’unica ondata calda della stagione, durata 7 giorni a cavallo tra I^ e II^ decade, e poi tanto tanto fresco, addirittura freddo, nella seconda metà del mese con piogge eccezionali e nevicate fuori stagione specie sulle cime Alpine.
    Tanta instabilità anche in questa prima metà di agosto: ormai la tendenza è chiara e almeno fino all’inizio della terza decade del mese, le temperature rimarranno stazionarie, più o meno in linea con le medie del periodo, nonostante il sole garantito no-stop al centro/sud. Ma ondate di caldo all’orizzonte non ce ne sono affatto, e settembre ormai è a un passo.
    L’estate è agli sgoccioli, ed è stata un’estate ideale per chi non sopporta le temperature elevate.
    Per il definitivo resoconto stagionale dobbiamo attendere ormai qualche settimana ma è chiaro che, comunque vada, anche qualora dovesse esserci a fine mese (è solo un’ipotesi senza alcun presupposto previsionale!) un’ondata di caldo, a meno che non sia straordinaria nella sua durata e intensità, comunque l’estate 2011 rimarrebbe “fresca e piovosa” per l’Italia centro/settentrionale, alla luce di quanto visto negli ultimi due mesi e mezzo. E anche al sud, nonostante la penuria di precipitazioni, sono mancate le grandi ondate di calore, quelle intense vampate nord Africane che non fanno dormire la notte. Quest’anno, invece, anche sulle coste, la temperature è sempre scesa intorno ai +25°C nelle notti più calde fin in Sicilia, la Regione più meridionale e quindi la più mite.
    Insomma, non ci si può davvero lamentare.

    E, a quanto pare, questa tendenza potrebbe caratterizzare anche l’inizio dell’autunno, se gli yak dell’Alto Adige ci hanno visto bene: nelle scorse ore sono rientrati da soli a Solda dalla loro residenza estiva presso il rifugio Milano. Secondo Ezio Danieli, giornalista de http://altoadige.gelocal.it/, si tratta di “un segno, inequivocabile, che stanno per arrivare freddo e neve“.

    Per capire a cosa si riferisce, dobbiamo fare un passo indietro a 26 anni fa quando, nel 1985, dal Tibet arrivarono a Solda, in Alto Adige, diversi yak, tipici animali dell’Himalaya, in seguito alla spedizione del 1982 di Reinhold Messner e Paul Hanny che scalarono gli 8.222 metri di altitudine del Cho Oyu. In quell’occasione, i bovini aiutarono gli alpinisti a trasportare i materiali fino al campo base, e anche per questo motivo Messner e Hanny hanno voluto portarli sulle Alpi.
    Nel 1985 proprio Reinhold Messner spinse per la prima volta il branco degli yak fin nei pressi del rifugio Città di Milano. Gli animali restarono in quota sino alla prima nevicata e tornarono da soli a valle, sino alla loro stalla.
    Da quell’anno, ogni estate a inizio luglio Reinhold Messner e Paul Hanny accompagnano il gruppo di animali tibetani fino al Madriccio, accerchiati da folle di turisti e curiosi provenienti da tutto il mondo. Sulle rampe dell’Ortles, Messner guida la mandria di yak come possiamo vedere dalle foto di Bruno Pileggi verso una spettacolare transumanza alpina che si conclude poi in modo spontaneo, ogni anno tra fine agosto e inizio settembre quando, con l’arrivo del primo freddo e della prima neve, i bovini tornano da soli a valle.
    Quest’anno lo hanno fatto già prima di Ferragosto, e non era mai accaduto così presto dal lontano 1985! Dopotutto di caldo, lassù, non ne ha mai fatto per nulla e oltre alle fresche temperature, continuano a susseguirsi anche forti temporali praticamente ogni giorno.

    Anche Messner è rimasto sorpreso dal comportamento degli animali: “Normalmente la discesa a valle significa che per loro la buona stagione in quota è finita e arriva l’inverno o almeno le prime neviocate autunnali. Va detto in ogni caso che ai piedi del Madriccio, come ho potuto constatare personalmente nei giorni scorsi, l’erba è ancora abbondante anche se freddo e primi fiocchi di neve di sono già visti. In tutti i modi potrenmmo dire che il segnale è chiaro, poi vedremo cosa succederà nei prossimi giorni“.

    Cosa accadrà? Lo scopriremo insieme sulle pagine del nostro MeteoNotiziario: continuate a seguirci!