L’uragano Irene raggiunge l’east coast: massima allerta dal North Carolina fino al Maine

Dopo aver devastato Puerto Rico, la Repubblica Dominicana, il nord di Haiti e le Bahamas, l’uragano “Irene” punta dritto verso l’East Coast.Ormai negli USA non si parla d’altro.I grandi network e le TV continuano a mandare in onda, 24 ore su 24, delle edizioni straordinarie tutte dedicate all’arrivo dell’uragano.Tralasciando quel pizzico di esagerazione mediatica, vuoi per lo Share, la minaccia è seria e concreta.Molte cerimonie, feste, eventi sportivi e persino matrimoni sono stati annullati in vista di “Irene”.Per gli USA orientali sarà un weekend molto difficile, a detta dello stesso presidente Obama che si dice molto preoccupato.Ma del resto chi non lo sarebbe quando dall’oceano Atlantico sale un bestione del genere, capace di apportare piogge di carattere torrenziale accompagnate da venti molto forti, che raggiungono la soglia dei 150-160 km/h nell’area attorno l’occhio, dove è posizionato il minimo barico che è sceso sotto i 950 hpa.Nelle ultime ore la tempesta, mantenendo la 2^ categoria della Saffir-Simpson, si avvicina minacciosamente alle coste del South e North Carolina, le prime ad essere investite dal fragore dei venti di tempesta, delle ondate e dalle forti piogge rese totalmente orizzontali dalla furia eolica.

L’evoluzione di “Irene” per le prossime 24 ore

L’uragano prosegue la sua marcia verso nord mantenendo al tempo stesso lo status di potente ciclone di 2^ categoria, con venti medi sostenuti oltre i 150-160 km/h attorno l’occhio della profonda depressione.Le ultime immagini satellitari e la missione di una squadra di cacciatori di uragani dalla Lousiana mettono in evidenza un lento indebolimento dell’uragano.La pressione centrale all’interno dell’occhio è passata dai 942 hpa di ieri mattina fino ai 946 hpa di qualche ora fa.Il satellite NOAA ci mostra come il muro nuvoloso che sostiene “Irene” si sia ulteriormente allargato, raggiungendo dimensioni spaziali molto considerevoli per un uragano atlantico.Sul settore sud-occidentale della tempesta si è verificato un indebolimento dell’attività convettiva.Ciò è dovuto al vento di taglio sud-occidentale presente in quota che ha provocato un indebolimento della circolazione ciclonica sul lato sud della depressione.Forse proprio per questo motivo “Irene” ha temporaneamente perso il suo occhio.Nonostante questo le dimensioni dell’uragano sono davvero impressionanti.Dal radar si possono notare le bande nuvolose più periferiche che raggiungono la parte interna del North Carolina, ove a breve si registreranno le prime piogge.Al momento è alquanto improbabile che la tempesta avrà il tempo e le condizioni adatte per una nuova intensificazione.Bisogna anche dire che “Irene” è fin troppo grande per giungere indebolita a ridosso degli stati della costa orientale.Con molta probabilità il ciclone manterrà la 2^ categoria Saffir-Simpson fino al passaggio davanti le coste del North Carolina, con venti molto forti, dapprima da Nord e poi più verso N-NE e NE, che semineranno molti danni e mareggiate, specie a Capo Hatteras, di grandi dimensioni fino alla Virginia e alle coste del Delaware.Poi spostandosi verso nord, su acque più fredde, l’uragano inizierà a perdere forza, venendo declassata a ciclone tropicale di 1^ categoria a ridosso del New England, con venti medi sostenuti poco sopra i 120-130 km/h.Tuttavia, dato che “Irene” è una tempesta enorme, i forti venti di tempesta del ciclone si estenderanno sull’oceano a 290 miglia dal centro.Ciò potrebbe contribuire a spostare una enorme quantità di superce oceanica, ossia un “Fetch” (tratto di mare su cui spira il vento) molto ampio, che favorirà la formazione di onde molto più alte del previsto rispetto i venti previsti.

Attese forti tempeste di vento dal North Carolina fino a New York

L’arrivo dell’uragano “Irene” sarà accompagnato da venti molto forti che potranno raggiungere intensità di tempesta, ben oltre i 100-120 km/h sulle coste.Fortunatamente l’occhio del ciclone, li dove si concentrano i venti più violenti, rimarrà relegato in mare, a diverse decine di miglia dalle coste.Durante il transito dalla Virginia fino al New Jersey il lato sinistro del ciclone, ossia quello che interesserà l’East Coast, vedrà venti molto più deboli rispetto al lato destro, relegato in mare aperto.La distribuzione dei venti di “Irene” mostra che quasi sempre sul lato destro si realizzeranno le tempeste più violente che toccheranno l’intensità di uragano di 1^ e 2^ categoria.Solo quando passerà poco a largo della Virginia vi saranno delle aree, sul lato sinistro, che potranno vedere venti fortissimi che toccheranno la 1^ categoria Saffir-Simpson.Lungo la terra ferma e sulla East Coast le correnti non dovrebbero superare la categoria 1^, mantenendosi sullo stadio di “tropical storm” intensa, con punte di 100-110 km/h e raffiche sopra i 120 km/h nei punti più esposti.Possiamo quindi affermare che i danni prodotti dai venti non saranno cosi gravi e potranno essere paragonati con quelli causati dai più forti “Nor’easters” (le forti correnti da NE che accompagnano vere e proprie bufere di neve in inverno) degli ultimi 20 anni.Probabilmente nessuna stazione degli USA continentali riuscirà a registrare venti di intensità pari o superiori a un uragano di 1^ categoria.Solo alcune isole, maggiormente esposte, Block Island, Nantucket, e Marthas Vinyard, riusciranno ad andare sopra la 1^ categoria Saffir-Simpson nel vento.Alcuni esperti affermano che il forte vento prodotto da “Irene” potrebbe abbattere centinaia di grossi alberi, provoncando anche uno dei primi 5 black out più vasti della storia americana, lasciando al buio diverse centinaia di migliaia di persone.

Si temono forti mareggiate dalle coste del North Carolina fino al Long Island e Maine; probabili inondazioni nelle aree esposte

Quello che più si teme dell’uragano “Irene” sono proprio le forti mareggiate che faranno seguito alla tempesta, durante il suo movimento dal North Carolina fino all’area di New York e Boston.Iforti venti di tempesta, che spireranno con forza per quasi 300 miglia marine, solleveranno grosse ondate, ben formate, che si abbatteranno con grande impeto lungo le coste e i litorali di tutta la costa orientale, dal South e North Carolina fino al New Jersey, Long Island, Massachussets e Maine.Qui le grosse onde potranno raggiungere anche i 5-6 metri di altezza, causando ingenti danni nei principali centri costieri.Da non sottovalutare pure l’effetto dello Storm Surge che in concomitanza con l’alta marea (luna nuova) e i forti venti da NE potrebbe determinare vasti allagamenti nelle aree costiere pianeggianti del North Carolina, Virginia, Delaware, Long Island e New Jersey fino al Massachussets.In previsione di tutto questo le autorità locali dei singoli stati hanno predisposto dei piani di evacuazione dalle località ritenute più a rischio di inondazione.