Negli USA è di nuovo caldo record; stavolta tocca all’Arkansas

Il modello mostra gli elevati indici di calore sugli stati meridionali

Dopo la forte e prolungata ondata di calore di Luglio, che aveva portato all’abbattimento di decine di record assoluti nelle varie stazioni degli stati meridionali e centrali, compresa l’area di Washington, negli USA è nuovamente emergenza per il caldo intenso.Stavolta però l’ondata di calore si è concentrata sugli stati centro-meridionali per l’avvento di correnti molto calde e umide sub-tropicali, direttamente provenienti dal golfo del Messico.Ancora una volta la “scaldata” è stata accompagnata dal passaggio di isoterme piuttosto elevate nella libera atmosfera, con picchi di +28° +30° alla quota di 850 hpa.In molte località degli stati meridionali in settimana i termometri sono tornati a superare la soglia dei +40° all’ombra, molto patita negli USA a causa dei tassi di umidità relativa che si sono mantenuti su valori medi, rendendo l’aria molto afosa e soffocante.Il richiamo caldo è stato attivato dal solito robusto promontorio anticiclonico che si è affermato lungo la “East Coast”, con massimi barici centrati sopra l’Atlantico occidentale.Lungo il bordo più occidentale di questo anticiclone sub-tropicale si è creato questo intenso richiamo di aria molto calda e umida che dalle latitudini tropicali caraibiche è risalita verso gli stati meridionali degli USA, tramite una ventilazione dai quadranti meridionali.

Battutti diversi record in Arkansas dove si sono toccati i +46°

Il grosso di questa ennessima avvezione calda nella “rovente” estate americana si è concentrato proprio negli stati più meridionali, tra Kansas e Arkanas.Qui localmente si sono registrate delle temperature massime di ben +45° +46°, tanto da stabilire nuovi importanti record assoluti.Molti i record assoluti, ma soprattutto quelli giornalieri, stracciati in tutto lo stato dell’Arkanas, sicuramente il più colpito.Tra i record assoluti di maggior rilievo segnaliamo quello di Little Rock, che ha registrato una temperatura massima di ben +45.6°, e i più incredibili +46.1° fatti dalla stazione di Fort Smith.Letteralmente bruciati i rispettivi record di caldo anteriori.Un dato molto rilevante quello di Fort Smith che è riuscita a superare il muro dei +46°.Oltre alle elevate temperature, ben oltre i +40°, qui il nemico peggiore è proprio l’umidità che risale dal golfo del Messico e dai tanti acquitrini che sorgono lungo la foce del fiume Mississippi.Il mix fra alti tassi di umidità e caldo fa schizzare l’indice di calore, ossia di caldo percepito, ad oltre l’insopportabile soglia dei +50°.Fino alla giornata di ieri valori di caldo percepito, oltre la soglia dei 125 Fahrenheit, circa +51.6° celsius, sono stati segnalati tra il Texas orientale e la bassa valle del Mississippi.

Le notevoli anomalie positive delle acque del golfo del Messico

Particolarmente tosti gli indici di calore registrati nella giornata di ieri

Mobile, Alabama: 120  Fahrenheit, circa +48°, Arkadelphia, Arkansas: 121  Fahrenheit, circa +49.4°, Bay St. Louis, Mississippi: 121  Fahrenheit, circa +49.4°,  Memphis, Tennessee: 122  Fahrenheit, circa +50°.

Il caldo nel sud degli Stati Uniti proseguirà anche per i prossimi giorni con temperature massime superiori ai +40°.Gli indici di calore rimarranno ancora molto elevati, specie fra l’est del Texas e la Valle del Mississippi, dove si potranno percepire valori prossimi ai +50°.La calura afosa e soffocante dovrebbe insistere fino alla prossima settimana, con un trend termico che vanterà scarti positivi di oltre i +4° +6° rispetto ai valori tradizionali del periodo.Intanto sembra chiaro che le forti ondate di calore che stanno interessando gli USA orientali e meridionali siano in qualche modo collegate con le forti anomalie termiche positive riscontrate sopra il golfo del Messico.Le calde acque del golfo , che in alcuni punti superano abbondantemente i +30°, durante il periodo estivo avrebbero trasferito all’atmosfera enormi quantità di calore latente e aria umida che è stata pilotata verso gli USA centro-meridionali dall’imponente anticiclone sub-tropicale stagnante sopra l’oceano Atlantico.Ciò ha anche contribuito ad irrobustire le varie onde mobile di calore che nel corso del periodo estivo risalgono le grandi pianure centrali degli USA, fino all’area dei grandi laghi e alla costa orientale.

Evidenti le notevoli differenze termiche tra la "West Coast" e l'"East Coast"

Intanto la “West Coast” si gode un’altra fresca estate

Mentre gli stati centro-meridionali e orientali degli USA continuano a patire gli effetti di una calura che sta assumendo carattere di particolare eccezionalità, la “West Coast” si gode l’ennesima stagione estiva fresca consecutiva.Qui infatti l’andamento termico in questi ultimi mesi si è mantenuto intorno alle medie o poco al di sotto.Tutto merito del progressivo raffreddamento delle acque superficiali dell’oceano Pacifico orientale determinato dalla “Nìnà” che fino a qualche mese fa era molto attiva lungo il Pacifico equatoriale.L’oceano freddo è anche una delle cause della notevole diminuzione di piovosità sugli stati occidentali e sud-occidentali, visto che inibisce lo sviluppo di nubi e annesse precipitazioni.Gli effetti post-“Nìnà” continueranno a influenzare il clima lungo la “West Coast” anche per i prossimi mesi.

Anche nell’Artico canadese continuano le grandi anomalie termiche positive; persino i territori del Nord-ovest rimangono senza neve

A causa delle elevate temperature registrate nel mese di Luglio, per le continue avvezioni calde provenienti dagli States, nel nord del Canada la neve accumulata al suolo sta sparendo persino sui territori del Nord-ovest.Il manto nevoso sta fondendo anche nelle piccole montagne, sopra gli 800-900 metri.Evento alquanto insolito e preoccupante.Eppure in Agosto le temperature dovrebbero ricominciare a calare a quelle latitudini, ma non è cosi, anzi sta avvenendo l’esatto contrario.Su tutte spicca la stazione di Eureka che è tornata a stabilire massime di ben +16° +17°, mentre le minime si aggirano sui +6° +7°.La freddissima Mould Bay qualche giorno fa è arrivata a misurare una max di +17.9°.Purtroppo le alte temperature sull’artico canadese dovrebbero insistere anche nei prossimi giorni.Per un importante raffreddamento, con il ritorno dei valori termici in linea con le medie del periodo, bisognerà aspettare non prima di metà mese.