La parlamentare 48enne del Pd Anna Paola Concia ha sposato a Francoforte la compagna Ricarda Trautman. Unica rappresentante lesbica nel nostro Parlamento e prima deputata a sposarsi all’estero perchè, con un partner dello stesso sesso, in Italia non è consentito.
“E’ con affetto personale e stima per il lavoro svolto a favore della comunita’ LGTQ (lesbo, gay, bisex e transgender, n.d.r.) che inviamo i nostri migliori auguri alle spose” ha detto la Presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, Rossana Praitano. “In un’Europa molto attenta alle questioni dei diritti civili, l’Italia ha il triste primato negativo di una completa assenza di leggi a tutela di gay, lesbiche e transessuali. Noi semplicemente non esistiamo, non esistono le nostre vite, le nostre relazioni, i nostri affetti e non esistiamo nemmeno come singoli individui. Ne e’ la prova che l’ottimo lavoro svolto da Anna Paola Concia in Commissione Giustizia e la successiva discussione in Parlamento hanno trovato nella maggioranza di Governo il solito muro di gomma. Anche questa volta il Centro destra e’ rimasto sordo alle grida di milioni di persone che aspettano da troppo tempo una risposta alle loro richieste. Sappiamo che Anna Paola Concia non demordera’ dal suo proposito di rendere questa Italia caduta cosi’ in basso un’Italia migliore per tutte e tutti. Le saremo a fianco per lottare insieme“.
E ovviamente non sono mancate le polemiche. Carlo Giovanardi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ha commentato le nozze celebrate a Francoforte fra la parlamentare Pd Paola Concia e la sua compagna tedesca dicendo che ”lo considero, come tutti i rapporti fra due persone, un fatto che che rappresenta un vincolo affettivo; dal loro punto di vista, anche un rapporto d’amore”, ma ”non ha nulla a che fare con il matrimonio cosi’ come e’ disegnato nella nostra Costituzione laica e repubblicana”.
”Questa unione, in se’, non e’ assolutamente giudicabile. In Italia e in Europa – prosegue Giovanardi – c’e’ la liberta’ di praticare l’orientamento sessuale che si ritiene opportuno”, tuttavia – precisa – ”la nostra Carta prevede, quali requisiti per il matrimonio, un rapporto tra un uomo e una donna, per realizzare quella ‘societa’ naturale’ che e’ il luogo in cui nascono i figli”.
Il sottosegretario, che ha la delega alle Politiche per la Famiglia, osserva che da qualche parte si solleva una ”battaglia ideologica che sconfina nella polemica con la famiglia prevista dalla Costituzione”. ”Il matrimonio – conclude – e’ quello fra un uomo e una donna. Altri sono rapporti diversi: monogami, poligami, omosessuali…”.


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