Nuova missioneNasa: la sonda Juno parte verso Giove, arriverà nel 2016

Chi pensava che la Nasa si sarebbe fermata all’ultimo Shuttle, si sbagliava di grosso. Non solo Marte, ma anche Giove sono nel mirino del principale centro di studio e ricerche dell’universo, e proprio oggi partirà la missione che porterà la sonda Juno su Giove, con a bordo due strumenti italiani e una targa sulla quale sono riprodotte la firma di Galileo Galilei e la sua prima descrizione delle lune di Giove. L’arrivo sul pianeta gigante e’ previsto nel 2016.
Il lancio, in programma alle 17,34 (ora italiana) dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral, e’ il primo che avviene nella celebre base della Nasa nell’epoca del dopo-shuttle. La finestra di lancio sara’ aperta fino alle 18,43 (ora italiana). Realizzata dal Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa, Juno partira’ cosi’ alla scoperta dei tanti segreti che ancora Giove conserva gelosamente, primo fra tutti quello delle sue origini. I dieci strumenti a bordo della sonda, due dei quali sono italiani, raccoglieranno dati su origine, struttura, atmosfera e campo magnetico del pianeta e forniranno le immagini della superficie di Giove piu’ dettagliate e ravvicinate mai arrivate a Terra. Gli occhi italiani che osserveranno Giove si chiamano Jiram (Jovian InfraRed Auroral Mapper) e Ka (Ka-Band Translator). Il primo, progettato dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e realizzato dall’azienda Selex Galileo, permettera’ di acquisire immagini all’infrarosso mentre la sonda ruota continuamente su se stessa. Il secondo, progettato dall’universita’ di Roma La Sapienza e realizzato dalla Thales Alenia Space, fornira’ informazioni sulla composizione interna del pianeta e sul suo campo gravitazionale. L’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) ”ha la responsabilita’ della costruzione degli strumenti e garantisce sull’elaborazione dei dati”, ha detto il presidente dell’Asi, Enrico Saggese. Strumenti come questi, ha aggiunto, ”sono una testimonianza dell’eccellenza della ricerca italiana in questo campo e si sommano a quelli gia’ attivi a bordo delle sonde di Europa e Stati Uniti che stanno osservando Marte. Lo strumento Jiram – ha aggiunto – e’ simile a quelli che andranno a studiare Mercurio nella missione Bepi Colombo”.