Nonostante il grande piattume di questi giorni, dovuto al prevalente flusso orientale di aria calda e secca proveniente dall’entroterra sahariano occidentale, l’Atlantico tropicale prova a sfornare nuove tempeste, degne di tale nome.Molte volte le “tropical waves” (fronti temporaleschi tropicali privi di rotazione ciclonica), provenienti dalle coste dell’Africa occidentale, arrivano molto indebolite sopra la calda superficie oceanica e tendono a dissiparsi ancora prima di raggiungere l’area caraibica o l’Atlantico occidentale, non lontano dalle coste degli States.Altre volte invece i sistemi tropicali africani riescono ad organizzarsi, evolvendosi in piccole depressioni tropicali, in procinto di rafforzarsi in tempeste tropicali dirette fra i Caraibi e il golfo del Messico.Questo è il caso della neo tempesta tropicale “Gert” che si è sviluppata nei giorni scorsi, sopra le calde acque dell’Atlantico tropicale, davanti le coste orientali degli USA meridionali.Nella giornata di ieri la perturbazione tropicale, risalendo verso nord-ovest, ha appena sfiorato le Bermuda dove si sono registrati dei brevi rovesci di pioggia accompagnati a venti piuttosto sostenuti da sud-ovest, che all’aeroporto hanno toccato i 33 km/h.Oltre agli acquazzoni e al sostenuto vento da SO le Bermuda hanno risentito di un sostenuto moto ondoso che andrà a placarsi già dalle prossime ore, con l’allontanamento della tempesta verso l’oceano.Nelle prossime ore “Gert” si dirigerà verso nord-est, finendo su acque molto più fredde che ne determineranno un veloce dissipamento.Stando alle statistiche “Gert” è la settima tempesta consecutiva ( in un anno) che non è riuscita a raggiungere l’intensità di un uragano.Ciò si è verificato per la prima volta da quando si sono aperti i registri sullo studio e la previsione degli uragani atlantici, nel lontano 1851. Il record precedente era di sei tempeste tropicali consecutive senza un uragano, nell’estate del 2002.Mentre le temperature oceaniche dell’Atlantico tropicale sono rimaste molto elevate, tanto da classificarsi come il terzo anno più caldo nel mese di Luglio, l’atmosfera è rimasta molto più stabile e più secca del solito, causa i continui impulsi di aria calda e secca dal deserto sahariano.Ciò sta rendendo difficile per le tempeste di quest’anno raggiungere la forza e la potenza di un uragano.

Sui Caraibi continua la corsa di 93L, il sistema però è ancora molto disorganizzato
Nel frattempo una “tropical waves” di grandi dimensioni, ma molto disorganizzata, continua a muoversi per il mar dei Caraibi orientale, alimentando lo sviluppo di numerose celle convettive. La perturbazione tropicale al momento si sta muovendo verso ovest a 15 – 20 miglia/orarie sul mar dei Caraibi orientale, a poche centinaia di miglia a sud di Puerto Rico. Questa onda ha una modesta quantità di temporali forti e nessun segno di una circolazione ciclonica di superficie, anche se le ultime moviole satellitari su larga scala evidenziano una modesta circolazione rotatoria in quota, negli strati più alti. L’aria secca che circonda 93L interferirà non poco con il suo sviluppo.Da segnalare che il piccolo fronte tropicale sarà in grado di portare piogge pesanti nel sud di Haiti nella giornata di domani, mentre giovedi toccherà alla Giamaica e nord delle coste dell’Honduras.Tra venerdi e sabato forti piogge e temporali tropicali, legati a 93L, interesseranno anche le coste del Belize e la penisola dello Yucatan, in Messico.


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