Tragedia alle Seychelles, dove ieri pomeriggio un inglese in viaggio di nozze e’ stato ucciso da uno squalo sotto gli occhi della moglie mentre nuotava davanti alla Anso Lazio beach, rinomata spiaggia sull’isola di Paslin. Ian Redmond, 30 anni, era in luna di miele alla Seychelles con la moglie Gemma Houghton, 27, con cui era sposato da dieci giorni. La tragedia e’ avvenuta nel pomeriggio di ieri quando l’uomo, durante un’immersione a circa venti metri dalla costa, e’ stato attaccato da quello che secondo gli esperti era probabilmente uno squalo tigre. Attirato dalle urla dell’uomo, un turista a bordo di un gommone si e’ precipitato a salvarlo, ma le profonde ferite alle braccia e alle gambe non hanno lasciato scampo allo sfortunato trentenne. Anso Lazio beach e’ considerata una delle spiagge piu’ belle al mondo, ed e’ meta ogni anno di migliaia di coppie britanniche in viaggio di nozze. Ma quello di cui e’ rimasto vittima l’inglese e’ il secondo attacco di uno squalo in due settimane, dopo quello ai danni di un 36enne francese, Nicolas Francois Virolle, sbranato da un pescecane lo scorso primo agosto a pochi metri dalla riva. Ieri, subito dopo l’incidente, le autorita’ delle Seychelles hanno chiuso numerose spiagge dell’isola e proibito l’accesso a diverse mete di immersioni subacquee, mentre il ministro degli Interni, Joel Morgan, ha convocato una riunione d’emergenza nella capitale Victoria per stabilire le misure da adottare a tutela dei turisti e della popolazione locale. Le autorita’ dell’arcipelago, riferisce la stampa britannica, hanno inoltre convocato esperti dal Sudafrica per identificare lo squalo, che potrebbe non essere originario delle acque locali.
SQUALI ASSASSINI: IN MEDIA 10 MORTI L’ANNO – Eventi ”rari” che pero’ ”colpiscono sempre moltissimo l’attenzione pubblica per la loro tragicita”’, anche se ”spesso non ci si rende conto che il piu’ grosso predatore dei mari oggi e’ proprio l’uomo”. Lo dice all’Ansa Massimiliano Rocco, responsabile del programma Specie di Wwf Italia, a proposito della morte del turista inglese alle Seychelles. Sono episodi rari, precisa Rocco, ”per lo piu’ legati allo squalo tigre o allo squalo bianco, soprattutto se pensiamo che gli attacchi mortali sono circa una decina l’anno, mentre l’uomo uccide ogni anno circa 100 milioni di squali per il consumo di carne o per il commercio delle pinne”. Un evento ancora piu’ raro, sottolinea, se si considera che ”le coste normalmente piu’ a rischio per incontri ‘ravvicinati’ di questo tipo sono in Australia, Sudafrica e Usa”. Nelle Seychelles, come spiegato dalle autorita’ governative, prima di quest’estate l’ultimo attacco mortale si era verificato nel 1963. La prima ‘arma’ per difendersi da incidenti potenzialmente drammatici – lo squalo resta un predatore – e’ in ogni caso la precauzione. Dunque prestare attenzione alle segnalazioni delle autorita’ locali ed essere cauti in zone dove con piu’ probabilita’ possono trovarsi gli squali, come al di la’ delle barriere coralline. ”Se ci si trova davanti a una specie piccola, come quelle delle barriere – prosegue Rocco -, lo squalo puo’ essere spaventato e si ha il tempo di mettersi in salvo, ma gli attacchi delle specie piu’ grosse, come lo squalo bianco, sono in genere fulminei e arrivano dal basso, quindi in questi casi bisogna davvero essere fortunati”.
”Gli squali non sono inclini alla violenza nei confronti dell’uomo – ha detto sempre all’Ansa Serena Maso, coordinatore nazionale di Shark Alliance -, spesso mordono a mo’ di ‘assaggio’ perche’ confondono in risalita le sagome che vedono sulla superficie del mare. La tavola dei surfisti viene ad esempio spesso confusa con una foca o una tartaruga”. ”Piu’ che della ‘pericolosita” delle coste – rimarca Serena Maso – dovremmo parlare di specie piu’ o meno aggressive e tener presente che alcune sono fortemente migratorie. Dobbiamo invece ritenerci fortunati ad incontrare ancora degli squali – aggiunge -, dato il loro assoluto declino soprattutto nei mari europei”.
Da predatore lo squalo e’ diventato preda, evidenziano gli ambientalisti, e la Shark Alliance ha per questo avviato una petizione presso tutti i ministri europei della Pesca per aprire un dibattito sulla protezione degli squali in Europa, con decine di iniziative lanciate anche via social network in vista della prossima Settimana europea dello squalo (15-23 ottobre).


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