Scontri e violenze in Inghilterra, inferno in molte città. Ma perchè?

Birmingham, Liverpool, Manchester, West Bromwich, Wolverhampton, Nottingham e Bristol. Ormai non è più solo Londra il problema dell’Inghilterra a causa delle violenze di giovani facinorosi che distruggono tutto ciò che gli capita, saccheggiando il territorio. Nelle prossime 24 ore, il governo Inglese dispiegherà 16mila poliziotti con l’autorizzazione di sparare pallini di gomma. Il primo ministro David Cameron, ha interrotto le vecanze in Toscana e lanciato un messaggio a quelli che definisce delinquenti: “Sentirete la forza della legge nel modo più duro possibile“.
Un 26enne è morto, i feriti sono in centinaia mentre già ci sono moltissimi arrestati. Circa cento arrestati hanno meno di 21 anni, tra loro c’è anche un 11enne.

Grazie ad un coprifuoco di fatto, con i pub che hanno chiuso in anticipo e una metropoli meno trafficata del solito, la capitale britannica ha evitato una quarta nottata di violenza e di sangue. Ma i tumulti si sono spostati toccando in particolare la seconda e terza citta’ dell’Inghilterra, Birmingham e Manchester, dove hooligan e teppisti, spesso molto giovani, sono entrati in azione, distruggendo vetrine e svaligiando negozi, per una sorta di shopping della disperazione, appropriandosi di prodotti elettronici o di capi di vestiario alla moda. Il vice capo della polizia Garry Shewan ha in una conferenza stampa che i livelli di violenza registrati in città sono stati “eccezionali” e “senza precedenti” negli ultimi 30 anni. “Vi sono stati saccheggi, incendi e atti di sciacallaggio assolutamente gratuiti“, ha affermato.

A Liverpool un gruppo di giovani ha attaccato un commissariato locale, lanciando mattoni e bombe incendiarie. Nelle tre localita’, sono stati saccheggiati negozi e dati alle fiamme edifici e autovetture. Una stazione di polizia di Nottingham, nella regione delle East Midlands in serata e’ stata attaccata con bottiglie incendiarie da un groppo di circa 30-40 scalmanati. Le fiamme sono state subito domate e una decina di persone sono finite in manette. Ma rispetto a quanto e’ successo a Londra nei giorni e nelle ore scorse, con almeno un morto e centinaia di feriti, le violenze osservate questa sera nel centro del paese non avevano la stessa intensita’, nonostante le parole drammatiche delle polizie locali. Per il premier Cameron, come anche per il sindaco di Londra Boris Johnson riluttante a tornare da una vacanza nella Colombia Britannica canadese, il conto rischia di essere salato, cosi’ come per Scotland Yard, gia’ nell’occhio del ciclone per lo scandalo delle intercettazioni del gruppo Murdoch e ora criticata dalla stampa per essersi fatta cogliere impreparata nei disordini degli ultimi giorni. Il primo appuntamento politico di rilievo e’ quello di giovedi’ mattina, con un primo dibattito urgente ai Comuni, che si annuncia bollente.

Determinante per l’estensione delle violenze appare l’attività sui social network, specie Twitter e Facebook. Ieri il vice commissario Stephen Kavanagh ha dichiarato che la polizia sta monitorando con attenzione tutti i messaggi postati sull’argomento e chiunque inciti alla violenza in questo momento rischia di venir arrestato. Una misura estrema forse che però si è resa necessaria vista l’influenza che ha avuto ed ha l’elemento tecnologico in questa protesta. Anche il sito del Daily-Telegraph ieri riportava i contenuti deliranti di alcuni messaggi inviati con il blackberry, vero protagonista di questi scontri, nei quali s’invitava chi avesse voglia di menar un pò le mani, magari portandosi a casa un pò di merce firmata senza pagare una lira, ad unirsi ai manifestanti. Paul Lewis, giornalista del Guardian, ha raccontato di aver ricevuto più volte lo stesso messaggio il giorno in cui la rivolta è iniziata. “Appuntamento da ogni parte di Londra nel cuore della città Oxford Circus. I negozi saranno sfasciati, venite a prendere un po’ di roba gratis. Se vedete un fratello salutatelo. Se vedete un poliziotto sparate. Abbiamo bisogno più di uomini che poliziotti quindi siete tutti invitati. Terrore puro, devastazione e roba gratis. È un mondo libero quindi buon divertimento per il vostro shopping selvaggio“.

Ma qual’è il motivo di questo casino? Tutto è cominciato sabato, durante la marcia di protesta per l’uccisione di Mark Duggan da parte di un agente di polizia. L’incidente ha avuto luogo giovedì, nel corso di un’operazione di routine nel quartiere che aveva lo scopo di investigare sui crimini da arma da fuoco avvenuti nell’ambito della comunità africana e caraibica che vive nell’area. La polizia aveva fermato un minicab sul quale viaggiava Duggan che poi era stato ucciso nel corso di una sparatoria. Sul caso è stata aperta un’inchiesta e con la marcia di sabato la gente voleva far sentire la propria voce, far capire al governo e alla polizia che non intendeva dimenticare quanto era accaduto e che voleva fosse fatta giustizia.

Tutto avrebbe dovuto svolgersi con calma invece la violenza è scoppiata quasi subito. I dimostranti hanno ingaggiato uno scontro corpo a corpo con gli agenti, hanno lanciato bombe molotov, hanno incendiato edifici e negozi, non hanno risparmiato nulla e nessuno. Gli agenti hanno fatto fatica a controllare la situazione, gli scontri sono durati tutta la notte e al mattino, Tottenham era ridotta ad un campo di battaglia. Ventisei poliziotti erano finiti all’ospedale, molti con ferite gravi alla testa e i vigili del fuoco accorsi sul posto avevano dovuto domare ben 49 incendi. La famiglia di Duggan ha subito condannato le violenze prendendo le distanze da quanto è accaduto. “Tutto ciò non ha nulla a che fare con Mark – ha dichiarato il fratello di Dugganlui era una brava persona“.

È, per ora, la foto simbolo della rivolta londinese: una donna si lancia da un edificio, sotto i pompieri allargano le braccia per tentare di afferrarla. Sullo sfondo, il fuoco appiccato dai manifestanti. La foto è stata diffusa dalla Reuters, che però ha poi precisato di averla attinta da Twitter. L'autore per il momento è ignoto e in Rete circolano dubbi sulla stessa autenticità dello scatto. Sui social network c'è chi dice di riconoscere la strada: si tratterebbe di Surrey Street, nell'area di Theatreland nella capitale britannica. Ma c'è anche chi sospetta si tratti di un abile lavoro di ritocco con Photoshop.