Siccità nel Corno d’Africa, situazione sempre più drammatica

In Etiopia la situazione e’ sempre piu’ drammatica“. A sottolinearlo il Vis (Volontariato Internazionale per lo Sviluppo), ong promossa dal Centro nazionale opere salesiane che “continua il suo lavoro a fianco della popolazione colpita dalla siccita’ e carestia nella regione della Somaly Region – si legge in una nota – nella parte orientale dell’Etiopia, lungo il confine con la Somalia“.
Il nostro partner Fuad Alamirew, presidente di Rapid, la ong etiope con la quale da anni collaboriamo per tutte le attivita’ nella Somaly Region ci tiene aggiornati sulla situazione che diventa ogni giorno sempre piu’ grave – racconta Gloria Paolucci, responsabile paese e coordinatrice dei progetti Vis in Etiopia – a causa della siccita’, che quotidianamente uccide persone e animali. Neppure i cammelli – prosegue – animali tradizionalmente abituati ad affrontare questo tipo di emergenze, ormai sopravvivono e questo e’ un segnale di quanto sia critica la siccita’ quest’anno“. “Altro segnale della gravita’ e’ il fatto che in passato l’allarme e le richieste di camion cisterna per le distribuzioni d’acqua erano fatti solo da 10 e 15 distretti su 51 totali – continua – mentre quest’anno tutti hanno richiesto aiuto. Insieme a Rapid attualmente stiamo provvedendo alla distribuzione di acqua in due dei distretti piu’ colpiti. Questa attivita’ consiste nell’affittare un camion cisterna da 10mila litri che viene riempito dall’acqua dei pozzi realizzati dal Vis. Il camion – sottolinea – parte e si ferma in diversi punti di distribuzione preventivamente decisi con le autorita’ locali dove convergono le persone. Vengono distribuiti 2 litri di acqua a persona per un totale di 5mila persone raggiunte“.

La distribuzione dell’acqua – spiega Gloria Paolucciavviene una volta al mattino e una volta al pomeriggio. Lo stesso avviene in tutti distretto. Quindi come minimo attualmente stiamo aiutando, con i 20mila litri distribuiti ogni giorno, 10mila persone a sopravvivere quotidianamente. Ieri pero’ Fuad ci ha chiesto urgentemente di poter ampliare la distribuzione ad un terzo distretto in forte necessita’. Non appena arriveranno nuovi fondi ci attiveremo in questo senso“. “Esiste poi l’emergenza nell’emergenza – incalza – ovvero quella rappresentata dai rifugiati somali. Arrivano 800, 1000, 1500 fino a picchi di 2000 persone al giorno e si fermano nei campi nell’area di Dolo Addo. In settimana e’ stato aperto il quarto campo profughi e si prevede che nel giro di 30/40 giorni anche questo sara’ pieno. I richiedenti asilo – prosegue – arrivano dopo un viaggio di centinaia di chilometri in una regione dove non c’e’ nulla e devono attendere dai 3 ai 4 giorni prima di essere registrati dal personale di Unhcr per ricevere poi le razioni alimentari previste. Tuttavia molti di loro stremati dal viaggio e senza mezzi muoiono nel campo di pre-asilo in attesa di essere inseriti nelle liste“. “Verranno forniti loro latte in polvere, biscotti multivitaminici, preparato superproteico (Famex), riso, farina, zucchero, piccole quantita’ di sale e olio. Fortunatamente – conclude – nella zona sono presenti pozzi d’acqua ai quali e’ possibile accedere.”