Torna il gran caldo al sud Italia, a causa di un’ondata di calore prefrontale rispetto a un affondo perturbato che nel weekend e soprattutto da domenica 4 settembre porterà piogge sparse al centro/nord.
Ma nelle Regioni meridionali settembre inizierà con temperature elevate. Non che al centro/nord farà fresco, eh! Anche qui ci saranno valori prettamente estivi, ma senza gli eccessi dei giorni scorsi.
A confermare questa tendenza è il meteorologo Mario Giuliacci, secondo il quale il prossimo week-end sarà caratterizzato da nuvole e qualche temporale sui rilievi. Nei giorni a seguire, dal 4 al 5 settembre, ci sarà caldo e bel tempo al Centrosud mentre al nord la faranno da padrone molti temporali per una prima perturbazione atlantica. Il caldo si attenuerà al centrosud dal 5/6 settembre mentre due perturbazioni atlantiche attraverseranno il nord Italia, tra cui ciò che resta dell’uragano Irene.
Dall’8 settembre arriverà un’ intensa perturbazione atlantica con tutti i connotati, seppure con ritardo, della cosiddetta “burrasca di ferragosto” che segna in genere la definitiva rottura del clima estivo. Infatti – aggiunge Giuliacci – la perturbazione sarà accompagnata da un brusco e duraturo calo delle temperature su tutta la penisola fino a valori al di sotto della media del periodo, oltre che da tempo molto perturbato e ventoso da nord a Sud con probabili venti di Foehn il giorno 8 sulle regioni Nord occidentali.
Il climatologo Giampiero Maracchi ha utilizzato parole estreme e nette per commentare la prossima ondata di calore: “questi sono gli effetti determinati dall’effetto serra, conseguente alle emissioni di CO2 e altri gas inquinanti e hanno a loro volta determinato il riscaldamento degli oceani che ha causato una modifica della circolazione dell’aria. Mentre infatti in passato le masse d’aria si muovevano da ovest a est e viceversa, da una decina di anni si spostano da Nord a Sud e da Sud a Nord“. “Nel caso del caldo di domani – aggiunge Maracchi – ci sara’ quindi un ritorno dell’aria dal Nord Africa, mentre se l’aria fosse arrivata dal Nord Europa avremmo avuto un rapido abbassamento delle temperature“. Questo spostamento dell’aria da Nord a Sud e viceversa, sottolinea il climatologo, “e’ tipico degli anni 2000. Negli anni precedenti l’aria circolava prevalentemente da est a ovest“. Ma gia’ da 20 anni, rileva Maracchi, si verificavano fenomeni tipici dei cambiamenti climatici, ad esempio “precipitazioni di 90-150 millimetri di pioggia in poche ore, contro i 40-50 mm che si registravano in passato“. “Quest’anno la prima ondata di calore – aggiunge – si e’ registrata ad inizio aprile. Il modello climatico attuale comunque interessa anche le stagioni intermedie, meno l’inverno“. E anche i fenomeni globali come l’uragano Irene, che secondo Maracchi si e’ spostato molto piu’ a nord rispetto alle zone normalmente interessate dagli uragani, confermano i cambiamenti climatici in atto. Secondo Maracchi non e’ escluso che “l’altalena delle temperature, che si e’ manifestata anche con il freddo di luglio seguito dall’afa, prosegua fino ai primi di ottobre“.
Il noto climatologo, però, dimentica che l’estate in Italia è stata tutto sommato decisamente fresca, se consideriamo nel complesso il trimestre giugno-luglio-agosto, e che non è affatto vero che Irene è arrivata in zone in cui gli uragani arrivano di rado, come abbiamo già visto in precedenti aggiornamenti del nostro MeteoNotiziario.
Ci teniamo a precisare che il caldo dei prossimi giorni non sarà per nulla eccezionale, e che le temperature più elevate saranno limitate a Sardegna e Sicilia, dove arriveranno le masse d’aria più calde. Inoltre si tratta di una normalissima ondata di caldo prefrontale rispetto a un peggioramento che, dalla prossima settimana, determinerà una generale rinfrescata in tutto il Paese con, probabilmente, l’arrivo della prima vera fase autunnale della stagione.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?