Spazio: la Nasa premia il ‘Radar Sharad’, un occhio Italiano su Marte

Il radar Sharad ha vinto l’Honor Award 2011, uno dei riconoscimenti piu’ pretigiosi della Nasa. L’agenzia spaziale americana ha premiato la squadra italiana della Thales Alenia Space, che ha sviluppato lo strumento, che a bordo della sonda della Nasa Mars Reconaissance Orbiter (Mro), lanciata nell’agosto 2005 e operativa nell’orbita marziana dalla fine del 2006 per esplorare il sottosuolo del pianeta rosso a caccia di acqua. Il riconoscimento, nella categoria Group Achievement Award, viene conferito generalmente a singoli o a gruppi di lavoro la cui attivita’ scientifica abbia un valore tecnico per l’ente spaziale americano. Il gruppo di lavoro che si e’ aggiudicato il riconoscimento ha sviluppato Sharad (Shallow Subsurface Radar) per conto dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e l’universita’ di Roma La Sapienza.

Pensato per scoprire depositi di ghiaccio e acqua su Marte penetrando il suolo marziano a grande profondita’, lo strumento ha permesso di registrare fondamentali scoperte sulle composizione delle calotte polari e osservare gli eventi glaciali che interessano il pianeta rosso alle medie latitudini. Sharad opera utilizzando onde radio con frequenze comprese tra i 10 e 30 MHz. Ha una risoluzione verticale di 7 metri e una profondita’ di analisi di un chilometro. Il radar punta al nadir con un funzionamento ad impulsi su due modalita’ di funzionamento: radar ed altimetro. Per isolare i riflettori del sottosuolo usa la tecnica dell’apertura sintetica. Lo strumento consiste di un’antenna e del sistema elettronico e le frequenze selezionate sono in grado di penetrare la ionosfera. Il ciclo totale di trasmissione e ricezione di ogni singolo impulso e’ di pochi millisecondi; il segnale ricevuto viene poi trasformato da analogico in digitale e compresso. Complementare ad un altro radar italiano, Marsis, a bordo della missione europea Mars Express, Sharad permettera’ di studiare con maggior accuratezza e precisione la parte superiore della superficie del pianeta fino alla profondita’ di un chilometro. L’insieme dei due radar aumentera’ la conoscenza degli strati del sottosuolo di Marte e contribuira’ a determinare quali processi hanno causato l’attuale struttura geologica del pianeta.