E’un sismoscopio molto semplice, costituito da una vaschetta contenente mercurio: osservando le variazioni del livello del liquido rispetto ai bordi della vaschetta, si rilevano i movimenti del suolo fino a quelli elettrici di Giovanni Agamennone e Adolfo Cancani che cureremo in un altro articolo. Questi ultimi permettono di introdurre due elementi fondamentali per la caratterizzazione di un terremoto: frequenza e periodo. In essi la presenza di più pendoli con diversi periodi di oscillazione evidenzia la necessità degli scienziati del tempo di lavorare su un ampio spettro di frequenze, come quelle che caratterizzano i sismi di origine vulcanica. Lo strumento richiede di essere posto in un luogo indisturbato e la presenza costante dell’osservatore, che spesso ha bisogno di utilizzare un sistema di lenti per distinguere piccole variazioni di livello. Al Vesuvio venne utilizzato agli inizi del Novecento da Giuseppe Mercalli.



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