Ultimi sussulti dell’inverno australe fra Sudafrica e Cile

Paralisi del traffico sull'autostrada che attraversa l'altopiano sudafricano per le fitte nevicate dei giorni scorsi

Durante la scorsa settimana l’inverno australe è tornato nuovamente a ruggire, regalando suggestivi scenari nevosi in varie località del Sudafrica, interessato da una perturbazione dalle caratteristiche fredde, proveniente dall’Atlantico meridionale.Durante l’inizio della settimana un intenso fronte freddo, in risalita da sud-ovest, ha attraversato buona parte del Sudafrica portando un forte ribasso termico da sud a nord del paese, fino ai confini con lo Swaziland, nell’estremo nord-est.L’avvento del fronte freddo è stato accompagnato da piogge e rovesci sparsi che hanno assunto carattere prevalente nevoso fin dalle basse quote lungo l’altopiano interno.L’instaurazione di una sostenuta ventilazione dai quadranti meridionali ha convogliato ulteriori nuclei di aria fredda sub-polare marittima che si sono diretti fino al cuore dell’altopiano, dove si sono registrate delle nevicate, a tratti veramente intense.A causa delle fitte nevicate, sopra i 1000-1100 metri, molte strade e arterie secondarie sono state chiuse al transito visto la totale impraticabilità.Durante l’episodio freddo rovesci di pioggia, temporali di neve e grandine e colpi di vento si sono abbattuti anche nell hinterland di Johannesburg e nelle alture che circondano la città che si sono tinte di bianco per l’occasione.La “dama bianca” però anche stavolta ha risparmiato il centro di Johannesburg, a differenza di altre zone più periferiche.Nel cuore di Johannesburg non si vede una nevicata con accumulo al suolo dall’ormai lontano inverno del 1981.Purtroppo anche quest’evento è sfumato, seppur per poco.Dopo aver imbiancato gran parte dell’altopiano interno, a suon di “graupel” e rovesci di neve, il fronte freddo si è poi spinto verso nord-est, causando un drastico ribasso termico anche nella costa orientale , come a Durban e in altre città affacciate sull’oceano Indiano.Ma il gran freddo e le nevicate non hanno colpito tutto il Sudafrica.Infatti, mentre sull’altopiano interno e sulle coste orientali imperversavano le nevicate e le piogge fredde, con intensi venti dai quadranti sud-orientali, lungo le coste nord-occidentali sudafricane i venti di “Berg”, di caduta dai rilievi dell’altopiano interno (componente orientale), hanno dato luogo a una bella “scaldata”.In alcune località costiere, a causa dell’effetto favonico delle correnti in discesa dall’altopiano interno, il termometro ha varcato la soglia dei +28° +30°, si tratta di valori molto elevati per il periodo invernale.A Port Nolloth, vicino il confine con la Namibia, la colonnina di mercurio si è portata ben oltre i +30°.La situazione è andata gradualmente a migliorare nelle giornate successive, con l’allontanamento del fronte freddo verso l’oceano Indiano meridionale.Ciò ha permesso l’afflusso di correnti più tiepide oceaniche dai quadranti occidentali che hanno sostituito le masse d’aria molto fredde di lontane origine sub-antartiche.

Gli effetti delle forti nevicate sull'altopiano sudafricano
Veloce ondata di freddo antartico in Cile, gran neve sulla Cordigliera Centrale
Una veloce ondata di freddo antartico in questi ultimi giorni ha colpito anche il Cile, in particolare il settore centro-meridionale del paese sud-americano.L’avvezione fredda è stata attivata a seguito della risalita di una enorme saccatura antartica che dal Pacifico meridionale si è spinta fino alle coste centrali cilene, sotto l’affondo di sostenuti e freddi venti dai quadranti meridionali.La contemporanea presenza di un robusto anticiclone di blocco, posizionato con i propri massimi barici nel cuore del Pacifico meridionale, ha dato ulteriore enfasi all’incursione delle gelide correnti provenienti da Polo Sud che si sono trovate le porte aperte per una avanzata verso latitudini più settentrionali.Il fronte freddo che ha preceduto l’ondata antartica ha portato delle nevicate fino a bassa quota lungo la cordigliera andina cilena centro-meridionale.Intense nevicate hanno ammantato i monti della Cordigliera Centrale, dove localmente si sono registrati degli accumuli abbondanti.Molte le strade e i passi montani che sono rimaste chiusi per le forti nevicate.Dei brevi rovesci di neve hanno imbiancato anche le colline pre-Cordigliera che sovrastano i sobborghi più alti della capitale Santiago.Qui però la neve si vede quasi ogni anno.Nella città invece non si è visto nemmeno un fiocco svolazzante nonostante le basse temperature, largamente inferiori alle medie del periodo.Su Santiago la temperatura è scesa sui +5° +6° dopo una massima di +8.1° archiviata in nottata.Il freddo intenso andrà gradualmente ad attenuarsi nei prossimi giorni.