Una volta la Terra aveva due lune, una delle quali è poi scomparsa: è questa l’ipotesi formulata da due ricercatori delle universita’ di Berna e Santa Cruz (California) in un articolo pubblicato sulla prestigiosa rivista “Nature“. Tutto parte da una constatazione: la superficie della Luna è molto asimmetrica: la parte rivolta alla Terra è tendenzialmente piatta, mentre quella retrostante è montagnosa e frastagliata. Sui motivi di questa differenza sono state avanzate in passato molte congetture.La tesi presentata ora da Martin Jutzi (Berna) e Erik Asphaug (Santa Cruz) parte dalla teoria, molto diffusa, che vede la Luna quale frutto di una gigantesco impatto cosmico, dovuto allo scontro fra la Terra e un corpo celeste dalla grandezza di Marte. In questa collisione – avvenuta circa 4,5 miliardi di anni or sono – sarebbero stati proiettati enormi quantità di roccia nello spazio, che avrebbero cominciato a ruotare intorno alla Terra per poi addensarsi e formare un satellite. Jutzi e Asphaug – ecco la novita’ – ritengono che i corpi cosi’ formatisi siano stati due: il secondo avrebbe avuto una massa di circa un terzo rispetto al primo.
I due studiosi basano la loro ipotesi su ripetute simulazioni al computer: durante questi scontri virtuali non e’ raro che si formi una seconda Luna.Per milioni di anni le due “sorelle lune” avrebbero continuato a girare intorno alla Terra, fino a quando il sistema sarebbe diventato instabile e i due corpi sarebbero caduti uno sull’altro. Lo scontro sarebbe avvenuto a velocita’ relativamente ridotta. Non si formo’ quindi un cratere: la gran parte del materiale sarebbe rimasto incollato come una “spessa crosta“, cambiando profondamente la forma della Luna. In un commento pubblicato sempre da “Nature“, Maria Zuber del Massachusetts Institute of Technology di Cambridge (Usa) ritiene che lo studio rende plausibile lo scenario indicato. I calcoli non sono comunque sufficienti a provare che gli eventi si siano svolti proprio in tal modo. Sono necessari in particolare nuove misurazioni e campionature della superficie della Luna.Esistono infatti altre teorie che spiegano l’asimmetria lunare. Una di queste punta sulla forza di attrazione delle Terra: 4,4 milioni di anni fa, quando la Luna era ancora estremamente calda e in parte liquida, l’effetto della forza gravita’ sarebbe stato molto piu’ incisivo sulla faccia visibile che su quella nascosta del satellite.
Commentando la notizia, Elena Lazzaretto dell’Istituto Nazionale di Astrofisica ha spiegato che “questo scenario è plausibile, ma non permette di scartare le precedenti ipotesi, altrettanto accettabili. Servirebbero prove da cercare proprio sul lato nascosto della Luna, prelevando campioni di roccia da analizzare sulla Terra. Se è vero che in passato è stata inglobata una compagna più piccola, le rocce sono in grado di testimoniarlo. Nel frattempo si aspettano i dati sulla struttura interna della Luna che si potranno ottenere grazie alle analisi topografiche intraprese dalla sonda Lunar Reconnaissance Orbiter (che proprio sul lato nascosto della Luna ha recentemente scoperto una anomala zona vulcanica): un loro confronto con i risultati delle simulazioni potrebbe già fornire un riscontro utile“.
Per saperne di più:
- M. Jutzi & E. Asphaug, “Forming the lunar farside highlands by accretion of a companion moon“, Nature 476, 69–72 (04 August 2011)


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