“Forse quando sara’ passata si dira’ che sono state adottate misure eccessive, ma in questi casi la cautela e’ assolutamente necessaria”. Lo afferma, in un’intervista al ‘Messaggero’ Claudio Rafanelli, ricercatore presso l’International Center Earth Sciences (Ices) del Consiglio nazionale delle ricerche, sottolineando che le misure prese dal sindaco di New York, Michael Bloomberg, e dalle altre autorita’ locali in vista dell’arrivo dell’uragano Irene non sono affatto eccessive. “Non possiamo dire a priori – prosegue – quale sara’ l’impatto reale di questo uragano quando arrivera’ a colpire New York e l’area intorno alla grande metropoli. Magari tutto si risolvera’ in un grande acquazzone, e allora fioccheranno le critiche, ma ora, mentre la tempesta si dirige su quella enorme area urbana non ci si puo’ permettere di correre rischi. La ferita inferta da Katrina a New Orleans e’ ancora aperta e brucia sulla pelle delle autorita’ americane”. Secondo il ricercatore “quando Katrina si abbatte’ sulla cosa a New Orleans era al massimo della sua potenza. Aveva preso l’energia delle calde acque del Golfo del Messico ed era arrivata a una intensita’ decisamente non paragonabile con Irene. Al contrario, questo uragano arrivera’ a colpire New York dopo aver dissipato gran parte della sua energia e dunque la sua forza d’impatto sara’ di gran lunga inferiore”.


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