Uragano Irene: tutti i dati, i record e l’evoluzione. Adesso andrà sul Canada, poi in Europa

Per fortuna il peggio è passato è i newyorkesi tornano a respirare dopo la grande paura scatenata dal passaggio molto ravvicinato di “Irene”. L’atmosfera plumbea di Manhattan, con nuvole basse  molto veloci e cariche di rovesci resi semi/orizzontali dal forte vento, non lasciava presagire nulla di buono nella giornata di ieri, quando l’occhio del ciclone atlantico ha effettuato l’inusuale “landfall” lungo le coste del New Jersey.L’occhio di “Irene”, quando la tempesta manteneva lo status di uragano di 1^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti sui 121 km/h e minimo di 958 hpa (in rapida risalita), è passato a circa 10 miglia a nord della città di Atlantic City, nello stato del New Jersey, toccando terra poco a sud della grande area metropolitana di New York.Stando alle statistiche “Irene” è il secondo uragano di 1^ categoria a colpire le coste del New Jersey dal 1851 ad oggi.Un dato di non poco conto.Subito dopo aver effettuato il “landfall” l’uragano ha perso di consistenza venendo rapidamente declassato in una potente tempesta tropicale che ha proseguito la sua strada verso Long Island e l’area di New York, apportando forti rovesci di pioggia e venti molto forti, con raffiche fino a 110-120 km/h.Come avevamo previsto durante il passaggio di “Irene”  nessuna stazione degli USA continentali ha registrato venti medi sostenuti superiori a una tropical storm, solo in qualche isola maggiormente esposta sulla costa si saranno superati tali soglie, con picchi sui 120-130 km/h.

Lungo la grande mela l’arrivo delle prime bande nuvolose di “Irene” ha dato luogo a rovesci di forte intensità che hanno ridotto la visibilità orizzontale a meno di un chilometro.Riguardo al vento le massime raffiche, superiori ai 90-100 km/h, si sono registrate poco prima del passaggio del cuore della tempesta sopra Long Island, con l’avvento di furiosi fortunali dai quadranti orientali.La raffica più forte si è registrata all’aeroporto La Guardia dove si sono raggiunti i 108 km/h, mentre un picco di appena 95 km/h si è archiviato nell’altro aeroporto newyorkese di JFK.Nel cuore della City la stazione automatica posta nel Central Park non è andata oltre i 96 km/h da Est, nel momento clou di massima esposizione.

Molte località di Long Island sono rimaste interamente sommerse durante le tempeste; registrata una massima raffica di 146 km/h a Sayville. Dopo i gravi danni, soprattutto per alberi sradicati, abitazioni distrutte e linee elettriche seriamente danneggiate, lasciati tra North Carolina e Virginia, dove purtroppo vi sono state anche delle vittime, “Irene” ha causato danni molti ingenti anche nel New Jersey, specie lungo le aree costiere.I fortissimi venti, ad oltre 110-120 km/h, legati ad “Irene”, hanno dato luogo a violente mareggiate che si sono abbattute con grande impeto lungo le coste della Virginia, Delaware e New Jersey, li dove i venti si sono disposti dapprima da N-NE e NE prima di ruotare da Est e E-SE, con la successiva rotazione dai quadranti occidentali non appena la tempesta si allontanava verso nord.A causa delle tempeste e dei venti che soffiavano dall’oceano verso la  terra ferma, diverse cittadine costiere di Long Island sono finite sott’acqua per diverse ore.La cittadina di  Lindenhurst, circa 28.000 abitanti sul lato sud di Long Island, è rimasta completamente allagata a causa dell’interazione fra l’alta marea, prodotta dalla luna nuova, con le forti mareggiate prodotte dai venti tempestosi di “Irene”.Ciò, unito al forte vento, ha contribuito a far crescere il livello della superce oceanica che in alcuni punti ha toccato i 3.0 – 4.0 metri di altezza, con ondate alte anche più di 5 metri.Molte testimonianze degli stessi residenti parlano di un evento storico, mai visto a memoria d’uomo.Per quel che concerne le bufere di vento che hanno accompagnato “Irene” possiamo affermare che la massima raffica assoluta è stata raggiunta nella cittadina di Sayville, nella parte centrale di Long Island, dove il locale anemometro ha toccato un picco estremo di ben 146.5 km/h.Nelle ultime ore, con il rapido depotenziamento del sistema, i venti ciclonici andranno gradualmente a perdere forza portandosi su valori più consoni per una tropical storm, con punte di 90-100 km/h verso il Massachussets e Maine fino ai confini più meridionali canadesi.

Oltre 200 mm in meno di 24 ore; New York batte il suo record di mese più piovoso di sempre. Durante il suo passaggio l’uragano “Irene”, poi declassato a tropical storm, ha lasciato in meno di 24 ore dai 7 agli 8 Inches di pioggia su buona parte degli stati dell’East Coast.In poche ore le grandi bande nuvolose sollevate dai violenti moti convettivi generati da “Irene” hanno scaricato dai 190 mm fino ai 210 220 mm dal North Carolina fino al New Jersey e allo stato di New York.Tali accumuli spiegano le significative ondate di piena dei principali fiumi e corsi d’acqua che si versano lungo le regioni costiere del North Carolina, Virginia, Maryland, Delaware, e New Jersey, causando vasti allagamenti e locali inondazioni.Nelle prossime ore forti onde di piena interesseranno anche la Pennsylvania e la parte orientale dello stato di New York, dove sono molto probabile nuove inondazioni.Entro oggi rischio di inondazioni e allagamenti estesi per l’esondazione di vari corsi d’acqua, fiumi e torrenti anche sul Massachussets occidentale, Vermont e New Hamphire.Qui potrebbero registrarsi apporti pluviometrici di oltre 150-180 mm in 24 ore.Piogge torrenziali si sono abbattute anche sull’area di New York, come ampiamente previsto.Fino ad ora “Irene” ha lasciato oltre 7.60 Inches su New York, ossia più di 193 mm caduti in meno di 24 ore.Questo porta il totale mensile di Agosto a circa 19.68 Inches, la bellezza di quasi 500 mm.Si tratta di un dato storico per la climatologia newyorkese.Per la grande Mela infatti questi 19.68 Inches rappresentano l’accumulo mensile più abbondante mai registrato da quando sono iniziate le prime rilevazioni pluviometriche, nel lontano 1869.

Il record precedente era 16.85  Inches, 427 mm, ambientato nel mese di Settembre del 1882.Da non sottovalutare i 19.40 Inchess mensili, circa 493 mm, di Philadelphia, uno dei principali accumuli mensili mai segnato in tutto il nord-est degli Stati Uniti.Per vedere un Agosto molto più piovoso di questo forse bisogna risalire addirittura al 1843 quando Newark, nel New Jersey, fece un accumulo mensile di ben 22.43 Inches, ossia ben 570 mm. “Irene” si spingerà verso i confini canadesi; poi probabile rotta nord atlantica in direzione dell’Islanda
“Irene” proseguirà verso nord mantenendo lo status di tempesta tropicale fino ai confini canadesi, poi rotta verso il nord Atlantico con direzione nord Europa Dopo aver spazzato New York e il New Jersey “Irene”, allo stadio di tempesta tropicale, si dirige rapidamente verso gli stati del Massachusetts, New Hamphire, Vermont e Maine, dove sono attesi forti rovesci di pioggia accompagnati da venti ancora molto forti, che potranno toccare i 90-100 km/h.Forti mareggiate, con grandi onde di 4-5 metri, flagelleranno le coste del Massachusetts e Maine.Entro le 24 ore la perturbazione, seppur fortemente indebolita dopo il passaggio sulla terra ferma, riuscirà a spingersi verso nord-nord/est varcando i confini meridionali canadesi, finendo sulla parte orientale del Quebec.Qui i resti di “Irene”, che nel frattempo perderà ulteriore potenza, daranno luogo a piogge e rovesci molto diffusi con venti burrascosi a rotazione ciclonica che si estenderanno fino al Canale di S.Lorenzo, Nuova Scozia e al Labrador meridionale, le cui coste saranno battute da mareggiate con onde di almeno 3-4 metri.Localmente, sul Quebec sud-orientale, non sono esclusi accumuli di 90-100 mm in appena 24 ore.Nei giorni successivi, a meta di settimana, quel che rimane della profonda depressione si allontanerà dal mare del Labrador verso l’oceano Atlantico settentrionale.”Irene” a contatto con acque molto più fredde inizierà a perdere gran parte delle sue caratteristiche tropicali, evolvendosi in un sistema depressionario extratropicale spinto dalle forti correnti sud-occidentali in quota verso le coste meridionali della Groenlandia. Con molta probabilità i residui di “Irene” entro giovedi riusciranno a giungere sull’Islanda dove la profonda bassa pressione apporterà piogge e venti di burrasca, in genere occidentali o da sud-ovest, che fra venerdi e sabato si estenderanno sino alla Scozia.