Venezia: assessore lancia l’allarme allagamenti

Rischio allagamenti a settembre nel territorio veneziano? Non e’ da escludere. Le ragioni del rischio le spiega l’assessore provinciale all’Ambiente Paolo Dalla Vecchia all’Adnkronos: ”Premesso che tutti ci auguriamo che non succeda, dobbiamo registrare che e’ in atto una tendenza che si sta ripetendo dal 2002. A settembre infatti le correnti di aria fredda che arrivano in gronda lagunare, trovano aria piu’ calda che causano quelle che sono state denominate piogge antropiche o piogge monsoniche. Abbiamo cioe’ in poche ore precipitazioni d’acqua elevatissime, e il rischio aumenta se questo si verifica in un’area urbanizzata”. ”Anche se tiene la rete di bonifica e non ci sono rotture dei canali, il rischio e’ che vada in tilt la rete delle fognature e delle acque bianche. Purtroppo – aggiunge Dalla Vecchianon c’e’ una divisione tra acque bianche e acque nere, e spesso non si conoscono le portate e le effettive condutture delle fognature. Quindi l’acqua che allaga i centri abitati e’ anche quella di fognatura con un elevato danno ambientale”.

La soluzione secondo Dalla Vecchia è nel ”coordinamento tra enti del territorio e l’adozione da parte dei Comuni dei Piani delle acque. L’obiettivo dei ”Piani” e’ infatti quello di ”fotografare” il territorio dal punto di vista idraulico, specificando bene quali sono le criticita’ e di chi sono le competenze per la gestione della rete idrografica minore. Come Provincia aiutiamo i Comuni a predisporre i ”Piani” con supporto tecnico e risorse economiche. In piu’ promuoviamo incontri con enti, istituzioni e cittadini per mantenere alto il livello di attenzione, di interazione e di conoscenza dei vari sistemi idraulici”. Nel 2009 solo 33 Comuni su 44 avevano risposto ad un’indagine avviata dalla Provincia, e tra questi solo un Comune aveva adottato il Piano delle acque (Camponogara) mentre una decina di Comuni si erano attivati per realizzarlo o per affidare l’incarico di redazione. Nel 2010 tutti i Comuni della provincia hanno invece risposto alla nuova indagine. Tra questi, una decina hanno gia’ adottato il Piano mentre tutti gli altri si sono attivati con l’affidamento d’incarico per la redazione.