Sono iniziate le operazioni per il 15° censimento generale della popolazione Italiana e delle abitazioni del nostro Paese. Dal 12 settembre le famiglie che abitano in Italia hanno cominciato a ricevere, nelle cassette postali, i questionari del censimento che si svolge proprio nell’anno in cui si celebra il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia. Ha così preso il via la rilevazione che l’Istat effettua ogni 10 anni per conteggiare la popolazione e conoscerne le caratteristiche, nonchè per aggiornare e revisionare le anagrafi comunali così da determinare la popolazione legale necessaria a fini giuridici generali ed elettorali. Il censimento, inoltre, raccoglie informazioni sulla quantità e le caratteristiche delle abitazioni e degli edifici. Un’operazione che, il 9 ottobre, scatterà una fotografia a oltre 61 milioni di cittadini, italiani e stranieri, residenti negli oltre 8mila comuni italiani.
Tra le principali novità dell’edizione 2011, l’invio per posta del questionario che fino ad ora veniva consegnato ‘porta a porta’, ma anche la possibilità di compilarlo e restituirlo via internet. Se, invece, si preferisce compilare il questionario in forma cartacea, i cittadini potranno restituirlo agli uffici postali o ai centri di raccolta. Quanto ai quesiti, rispetto all’edizione del 2001, sono state inserite alcune nuove domande relative all’ambiente, con quesiti sul tipo di combustibile o energia utilizzati per il sistema di riscaldamento delle abitazioni, ma anche sulla tecnologia con una domanda sulla disponibilità di cellulari e connessione a internet. I questionari compilati potranno essere riconsegnati dal 9 ottobre fino al 20 novembre. Dal 21 novembre, invece, i Comuni metteranno in campo i rilevatori per recuperare i questionari non restituiti e rilevare le famiglie non presenti nelle liste anagrafiche. I primi risultati provvisori per Provincia e Comune verranno diffusi dall’Istat il 31 marzo 2012, mentre la popolazione legale sarà disponibile entro il 31 dicembre 2012.
Per il presidente dell’Istat, Enrico Giovannini, il censimento rappresenta “un’operazione importantissima che determinerà l’Italia che verrà“, ed è “un tassello fondamentale per il presente e per il futuro“. Inoltre, grazie all’invio del questionario via posta, “ci sarà meno disturbo per i cittadini – ha sottolineato Giovannini – e maggiore tempestività“. E per il futuro, il numero uno dell’Istat ha annunciato che è intenzione dell’istituto “andare nella direzione del censimento continuo perchè il Paese stra trasformando la propria struttura in un’ottica più federale. Il sistema di statistica nazionale – ha concluso – deve scendere a livello più comunale“.
Il censimento costerà 590 milioni di €. Il costo per abitante è pari a circa 10 euro, un livello più basso – spiega l’Istat – del costo pro capite del censimento Usa (34,4 euro) e lievemente più elevato di quello britannico (8,7 euro). I costi del censimento sono così suddivisi: 330,6 milioni di euro per contributi agli Organi di Censimento (Comuni, Regione Val d’Aosta, Province autonome di Trento e di Bolzano, Ministero dell’Interno); 220 milioni di euro per spese correnti relative all’acquisto di beni e servizi; 8,6 milioni di euro per spese in conto capitale e 30,8 milioni di euro destinati alla remunerazione del personale assunto dall’Istat a tempo determinato per il Censimento.
Un’altra delle novità è legata ai gay. Nel questionario, infatti, ci sarà anche una casella per le convivenze, anche tra persone dello stesso sesso. Il quesito da barrare, inserito nelle notizie anagrafiche relative alla relazione di parentela o di convivenza con l’intestatario del ‘Foglio di famiglia’, recita infatti così: ‘convivente in coppia con l’intestatario’.


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