Allarme in Indonesia, il Tambora sta per eruttare: migliaia di evacuati

Il 2 settembre scrivevamo che Popocatepetl, Katla, Tambora: si stanno risvegliando i più pericolosi vulcani del pianeta?, poi il 10 settembre abbiamo scritto che Indonesia: cresce l’allerta per la possibile eruzione del Tambora. A pochi giorni di distanza, oggi, possiamo confermare che il Tambora sta per eruttare: sarà, probabilmente, il primo grande vulcano tra quelli che danno segnali da tempo, a risvegliarsi in modo più serio. Il Centro di Vulcanologia e Geologia indonesiano ha innalzato il livello di allerta a “3” su una scala che va da 0 a 4, e le autorità hanno disposto l’evacuazione di migliaia di persone dai paesi più vicini al vulcano, quelli che distano tra 5 e 10km dalla cima del Tambora. I distretti a rischio sono Bima, Dompu e Sunbawa, anche se l’allarme è particolarmente elevato soprattutto per due villaggi, Pancasila e Doro Pet, che si trovano a meno di 5 chilometri di distanza dal vulcano.

Il Tambora aveva iniziato a mostrare segni di risveglio già lo scorso Aprile. All’inizio di Agosto, poi, aveva fatto fuoriuscire una spessa colonna di fumo bianco alta circa 2000 metri. L’attività sismica è cresciuta significativamente durante il mese di Settembre, con una media di 12-16 terremoti al giorno nella caldera del vulcano, che arriva oggi a 2.722 metri di altitudine dopo che nei secoli scorsi aveva raggiunto i 4.300 metri di elevazione dal livello del mare, prima della disastrosa eruzione del 1815 che ne ha notevolmente ridotto l’altezza.

L’eruzione, verificatasi il 10 Aprile 1815, uccise circa 90 mila persone ed è stata una delle più devastanti della storia dell’umanità. Circa 11mila persone vennero uccise direttamente dall’eruzione, mentre oltre 75mila morirono a causa delle ripercussioni legate all’evento, i più per fame e malattie, dato che l’eruzione diede uno stop significativo all’agricoltura, a causa delle ceneri.
Per quell’eruzione, il Tambora s’è conquistato il 2° posto mondiale sull’indice di esplosività vulcanica (VEI) pari a 7, secondo solo a quella di Hatepe in Nuova Zelanda che nel 180 a.C. diede vita a un’eruzione ancor più forte.
L’eruzione del 1815 è molto famosa soprattutto perchè le ceneri del Tabora rimasero intrappolati nell’atmosfera per molti anni provocando un grande sconvolgimento climatico, facendo così diminuire significativamente la quantità di radiazione solare che abitualmente colpisce il suolo della Terra e abbassando le temperature. Il 1816, infatti, è ricordato come “l’anno senza estate“.