Ambiente: foreste a rischio con sviluppo bioenergie

Le bioenergie rischiano di diventare ”una pratica insostenibile” per il Pianeta. Questo, in sintesi, il contenuto del report ‘Living forests report’, sullo stato di conservazione delle foreste nel mondo, lanciato oggi a livello internazionale da Londra. Secondo lo studio le minacce derivano dallo ”sviluppo incontrollato delle coltivazioni usate per la produzione di bioenergia, ricavata da materiali come legno, mais, canna da zucchero, olio di palma e alghe”. Una fonte energetica, pubblicizzata come alternativa ecologica ai combustibili fossili, ma che ”se non gestita responsabilmente rischia di diventare una pratica insostenibile per i polmoni verdi della Terra”. Il rapporto e’ anche un’avvertenza per quei Paesi che hanno assunto impegni di riduzione di CO2 basati sulle bioenergie: ”In assenza di forti garanzie – spiega il Wwf – la crescente domanda di bioenergie e un loro sviluppo incontrollato potrebbe innescare prelievi insostenibili nelle foreste e favorire l’espansione delle colture bioenergetiche, con il serio rischio che queste sostituiscano quelle colture dedicate alla produzione alimentare o le ultime foreste e praterie di alto valore naturale”. Secondo Massimiliano Rocco, responsabile Foreste del Wwf, ”la bioenergia si trova a un bivio. Sotto le giuste condizioni di pianificazione puo’ contribuire a mitigare i cambiamenti climatici” altrimenti ”aggrava il problema dell’uso sconsiderato delle risorse”. Ma, osserva Laszlo’ Mathe’, coordinatore del programma bioenergia del Wwf international, ”faremo piu’ male che bene se pensiamo che sia sufficiente aggiungere la bioenergia al mix energetico attuale”.