Duca della Torre e Principe di Boiano, nacque a Napoli il 18 Agosto 1751. Era pronipote e omonimo del più noto Ascanio Filomarino, arcivescovo di Napoli durante la rivolta di Masaniello del 1647. Fu una brillante figura di intellettuale nel clima dell’illuminismo meridionale. Scontò tragicamente il suo impegno civile e politico il 19 Gennaio 1799, quando fu ucciso dai lazzari in tumulto all’annuncio dell’ingresso dei francesi a Napoli. Il suo palazzo fu depredato e bruciato, e andarono così dispersi i tesori che conteneva: i dipinti e i volumi della sua ricca biblioteca, un importante collezione di minerali vesuviani, un laboratorio fisicho e chimico, un’officina piena di orologi e preziosi strumenti di sua costruzione. Nel 1794 una viiolenta e spettacolare eruzione del Vesuvio, distrusse la città di Torre del Greco, Ascanio Filomarino, stimolato dai terremoti che si avvertirono prima e durante l’eruzione, ebbe l’idea di costruire uno strumento adatto a registrarli. Il sismografo realizzato da Ascanio Filomarino è formato da un pendolo costituito da un’asta metallica lunga 2,6 metri e da un peso sferico di 2,5 chilogrammi. Al peso è collegata, tramite una molla, una matita che segna il moto del suolo su di un foglio di carta fissato su un cilindro di marmo, sul bordo del quale sono segnati i punti cardinali. Al peso sono saldati tre campanellini che suonano all’arrivo dell’onda sismica. L’asta del pendolo è poi collegata con un filo rigido al bilanciere di un orologio che si mette in moto quando il movimento sismico allontana il filo, in modo da determinare l’ora del terremoto. Il Duca della torre costruì questo sismografo non solo con l’intento di registrare le scosse, annotandone l’orario e la direzione, ma anche allo scopo di proteggere le popolazioni dalle drammatiche conseguenze delle eruzioni vesuviane.
Tratto da “guida all’Osservatorio Vesuviano”. Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia – sezione di Napoli.


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