Astronomia: riscritta l’evoluzione delle galassie

L’universo e’ molto piu’ tranquillo di quanto si credesse. Le gigantesche collisioni tra le galassie non sono affatto l’unico e indispensabile motore della nascita di nuovi vivai di stelle, ma la quantita’ di baby stelle e’ legata essenzialmente alla quantita’ di gas presente in ciascuna galassia. A ridisegnare l’evoluzione delle stelle sono i nuovi dati raccolti dal telescopio Herschel, dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa). Le osservazioni, nell’infrarosso, forniscono il quadro piu’ completo della nascita delle stelle mai raccolto finora. Herschel ha osservato due porzioni del cielo, ognuna delle dimensioni pari a circa un terzo della Luna piena: e’ un po’ come guardare quello che accade nell’universo dal buco della serratura, tuttavia e’ sufficiente per raccogliere dati significativi su migliaia di galassie che si trovano a diverse distanze dalla Terra e che complessivamente documentano l’80% dell’eta’ del cosmo.
Per anni si e’ pensato che il tasso di formazione delle stelle avesse avuto un picco quando l’universo era ancora giovane, ossia circa 10 miliardi di anni fa, e ad un ritmo molto piu’ veloce rispetto a quello attuale. I nuovi dati di Herschel dimostrano invece che le cose non stanno affatto cosi’. L’analisi dei dati di Herschel ha dimostrato che le collisioni fra le galassie giocano solo un ruolo di secondario, mentre la nascita di nuove stelle continua ad essere abbondante anche nelle galassie piu’ giovani. Tutto dipende dalla quantita’ di gas contenuta in ciascuna galassia.
E’ il gas, affermano i ricercatori, il vero materiale da costruzione delle nuove stelle. ”Soltanto le galassie che non hanno una quantita’ sufficiente di gas – affermano i ricercatori – hanno bisogno delle collisioni per produrre nuove stelle”. Il quadro che emerge e’ quindi quello di un universo molto piu’ statico di quanto si immaginasse, ma nel quale la nascita delle nuove stelle non e’ affatto rallentata, ma procede con un ritmo costante.