Molti degli altri sistemi solari recentemente conosciuti, hanno pianeti massicci come Giove vicino al loro Sole, anche più vicini di quanto non lo sia Mercurio. Molti scienziati sono sorpresi da questa posizione inusuale, perchè sostengono che questi corpi non possono essere nati a quella distanza. La teoria più accreditata dice che questi pianeti così grandi siano nati a distanze simili dove oggi sorge Giove e che si siano spostati nel tempo, “spostando” con la loro potente gravità i pianeti più piccoli. Ma perchè Giove e Saturno allora non migrano verso l’interno? Gli astronomi stanno cercando di dare una risposta a questa domanda inviando sonde spaziali. La sonda Phoenix verso Marte per esplorare da vicino il Polo, Galileo verso Giove, Cassini verso Saturno, e proprio in questo momento la New Horizons è in viaggio verso Plutone. Da quanto abbiamo appreso i pianeti tendono a cambiare, nonostante la loro distanza dal Sole vari periodicamente in un range stabilito. Marte ad esempio ospitava tanta acqua in passato e probabilmente Venere era un pianeta con grandi oceani. Studiando il pianeta rosso possiamo capire tanto in relazione ai cambiamenti climatici e alle condizioni della vita sui “nostri”pianeti rocciosi. Se altri pianeti possono cambiare, perchè non dovrebbe farlo anche la Terra? Intanto sono state scoperte sulla Terra forme di vita microbiche in grado di sopravvivere e prosperare anche a temperature estreme, ad alta e bassa pressione, e in condizioni di acidità, di salinità, di alcalinità e con concentrazioni di metalli pesanti, che sarebbero stati considerati come letali pochi anni fa. Queste scoperte sono la grande diversità della vita nei pressi del fondo marino di sistemi di sorgenti idrotermali, dove alcuni organismi vivono essenzialmente di energia chimica, in assenza di luce solare. Ambienti simili possono essere presenti anche in altre parti del sistema solare. La comprensione dei processi che conducono alla vita, tuttavia, è molto complicata. L’atmosfera moderna ha poco a che fare con quella primordiale. Essa è stata quasi ricostituita dai batteri, dalla vegetazione, e da altre forme di vita che hanno agito su di essa nel corso dei millenni. Fortunatamente, il Sistema Solare ci ha conservato una serie di laboratori naturali in cui possiamo studiare le materie prime, i loro cambiamenti e i processi chimici con conducono alla vita. Sulla Terra inoltre possiamo anche trovare delle prove dirette dell’interazione della vita con i suoi ambienti, e osservare i cambiamenti che la vita stessa ha subìto man mano che il pianeta tendeva ad evolversi. Questo può dirci molto sulla capacità di adattamento delle specie viventi e le prospettive che potrebbero avere sconvolgimenti su altri pianeti. La possibilità e la speranza di trovare la vita su un altro mondo è per molte persone la ragione più convincente dell’umanità che spinge ad esplorare lontano dalla nostra Terra. Siamo convinti che l’acqua allo stato liquido e il carbonio siano necessari affinchè la vita possa nascere e prosperare, e molti dei pianeti, dei satelliti, e dei corpi minori come le comete, sembrano poter avere questi requisiti. Ma affinchè la vita possa evolversi nel corso di migliaia di anni è necessario che le condizioni ambientali come noi le conosciamo, siano tutt’altro che transitorie. La Terra infatti è stata da sempre abitabile, a parte naturalmente i primissimi tempi della sua formazione. La nostra distanza dal Sole, il clima, seppur con dei cambiamenti e con qualche intoppo (vedi scomparsa dei dinosauri a casua di un asteroide), sono stati sempre ideali mediamente affinchè la vita potesse continuare a prosperare. Nonostante la luminosità solare sia variata non ha avuto sbalzi terribili come accade in altre parti dell’universo, e quindi non tutti i pianeti sono così fortunati. Come abbiamo citato in precedenza, sappiamo che in passato su Marte sgorgava dell’acqua. Ma non siamo sicuri che l’abbia fatto per tanto tempo, tale da poter creare la vita. Probabilmente la vita potrebbe resistere sotto la sua superficie ghiacciata. Ma Marte non è l’unico luogo del Sistema Solare ad avere le condizioni per poter ospitare dell’acqua liquida. Europa, satellite naturale di Giove, quasi certamente ha un vero e proprio oceano di acqua liquida sotto la sua superficie, anche se la sua distanza è cinque volte maggiore di quanto non lo sia la nostra dal Sole. Se ci dovessero essere bocche idrotermali sul fondo dell’oceano di Europa, che poi sembra un luogo molto ospitale, potrebbe anche ospitare qualche forma di vita aliena. Naturalmente l’unico modo per scoprirlo è recarsi sul posto, ma date le notevoli distanze, per il momento ci proviamo con le sonde spaziali. Altri satelliti naturali che potrebbero ospitare dell’acqua liquida sotto la loro superficie sono le lune di Giove, Callisto e Ganimede, e forse quelle di Saturno, Titano ed Encelado. Ma sono soltanto supposizioni.
Astronomia: teorie sulla vita di altri mondi






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