Un gruppo di ricercatori britannici ha messo a punto un rilevatore delle flebili tracce rilasciate da un essere umano intrappolato sotto le macerie di un edifico crollato, per un evento naturale come un terremoto o anche per una bomba. Lo strumento rileva il respiro, sudore ma anche le tracce di ammoniaca presenti nell’urina o di acetone che si sviluppa quando un corpo resta bloccato per ora sotto i detriti.
La scoperta si deve al team del prof. Paul Thomas della Loughborough University nell’Inghilterra centrale. Il sistema potra’ sostituire i cani finora impiegati nella ricerca dei sopravvissuti, estremamente preziosi ed efficaci ma che hanno bisogno di lunghi periodi di riposo e di un costoso addestramento, e di continui ‘richiami’. Non solo. Nelle loro ricerche l’obiettivo primario di salvare vite umane espone gli animali al rischio di rimanere feriti o anche uccisi tra le macerie. I sensori invece si stanno rivelando altrettanto efficaci e montati su minirobot non hanno bisogno di riposo e possono essere prodotti i centinaia di esemplari ad un costo inferiore a quello dell’addestramento di un singolo cane.


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