Il Wwf da’ appuntamento nell’Oasi di Monte Arcosu in Sardegna, domenica al tramonto, per partecipare al censimento e all’incontro pubblico sul cervo sardo e il futuro della piu’ grande riserva naturale italiana del Wwf. Dal 1986 al 2010 gli esemplari di cervo sardo nei 3600 ettari di bosco della riserva sono passati da 80 a circa 900. Il censimento si concludera’ il 17 settembre ed e’ aperto a “tutti gli amanti della biodiversita’ di tutta Italia – si legge in una nota – che vogliono godersi un ultimo scampolo d’estate a contatto con la natura e, allo stesso tempo, contribuire a tenere vivo l’impegno degli attivisti nell’Anno internazionale delle foreste“. Il cervo sardo negli anni ’70 era arrivato vicino all’estinzione a causa della caccia, del bracconaggio e della frammentazione del proprio habitat.
“Nel 1985 il Wwf, con l’acquisto di Monte Arcosu grazie a una grande mobilitazione popolare – continua – ne ha salvato uno dei nuclei vitali, pari a circa 80 esemplari. Nel 1989, secondo il primo censimento Wwf, erano saliti a 200 esemplari“. Secondo l’indagine del 2010, realizzata da circa 100 volontari, il numero di cervi sardi nell’oasi era pari a 845 esemplari, per una densita’ media di circa 22 cervi per chilometro quadrato. “Se si tiene conto anche dell’area confinante oggetto anch’essa del censimento, la popolazione stimata sale a 1365 esemplari. La tutela dell’area e la lotta al bracconaggio ha consentito la salvaguardia della sottospecie fino ad ottenerne una crescita graduale nel comprensorio e in altre aree della Sardegna, e il suo ritorno in Corsica dove si era estinto negli anni ’70“. Il 18 settembre, a conclusione del monitoraggio, si terra’ un incontro pubblico durante il quale una delegazione del Wwf Italia fara’ il punto sul progetto cervo sardo, sul contributo dell’Oasi di Monte Arcosu per la salvaguardia di uno degli animali simbolo della Sardegna e sul ruolo futuro dell’oasi sul territorio.
“Il cervo sardo e’ uno dei simboli piu’ significativi del successo dell’attivita’ di conservazione del Wwf – afferma Fulco Pratesi, Presidente onorario del Wwf Italia – dato che in 25 anni di attivita’ sul territorio, a partire dall’istituzione dell’Oasi di Monte Arcosu nel 1986 fino al primo censimento del 1989 rinnovato poi ogni anno con la partecipazione diretta dei cittadini al fianco degli attivisti del Wwf, abbiamo realizzato quanto necessario per salvare questo splendido animale e il suo fondamentale ecosistema. Anche quest’anno – continua – invitiamo i cittadini a prendere parte alla nuova edizione del censimento e ad essere cosi’ spettatori dei suggestivi richiami d’amore del cervo sardo e del suo incantevole habitat“. Si tratta, spiega l’associazione, di ”un rinnovato appello in difesa dell’ambiente che prende come modello di riferimento proprio la storia dell’Oasi di Monte Arcosu, salvata negli anni ’80 grazie ad una straordinaria mobilitazione popolare che in 6 mesi porto’ alla raccolta di circa un miliardo di lire necessari per l’acquisto dell’area, scongiurandone cosi’ la vendita a speculatori”. Il censimento del cervo sardo viene effettuato con la metodologia del ‘bramito’, ovvero tramite l’ascolto del verso dei maschi adulti in amore da punti di osservazione selezionati. ”Viene calcolato il numero di maschi bramenti nel periodo di maggiore attivita’, ovvero a settembre, e da questo dato e’ poi possibile stimare la popolazione di cervi nell’area monitorata, che in media e’ presente in un rapporto di 4 femmine/giovani per ogni maschio bramente”.


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